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Mar, 18 Gen 2022
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LE NOTIZIE


6 dicembre 2021 (c.c. 16 febbraio 2021) n. 45100 - sentenza - Corte di cassazione - sezione VI penale* (questione dell'applicabilità del d.lgs. 231/2001 alle società unipersonali composte e gestite dall'unico socio incolpato del reato presupposto che potrebbero considerarsi soggetti non autonomi e dunque potrebbero costituire un cento di imputazione giuridico non distinto rispetto alla persona fisica - esistenza di un potere di accertamento fattuale da parte del giudice che di fatto conduca ad un superamento dell'art. 1 del d.lgs. 231/2001 sulla base di criteri sostanziali – l’accertamento non deve essere indissolubilmente legato solo a criteri quantitativi, cioè di dimensioni della impresa e di tipologia della struttura organizzativa della società, quanto piuttosto a criteri funzionali, fondati sulla impossibilità di distinguere un interesse dell'ente da quello della persona fisica che lo governa e dunque sulla impossibilità di configurare una colpevolezza normativa dell'ente)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SESTA PENALE

Composta da:
Giorgio Fidelbo presidente
Ersilia Calvanese
Riccardo Amoroso
Pietro Silvestri relatore
Debora Tripiccione
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pescara;
avverso l'ordinanza emessa dal Tribunale di Pescara il 24/11/2020 nel procedimento nei riguardi delle persone giuridiche (...) s.r.l., (...) s.r.l., (...) s.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti;
udita la relazione svolta dal Consigliere, Pietro Silvestri;
lette le conclusioni, depositate ai sensi dell'art. 23, comma 8, del d.l. 137/2020 del Sostituto Procuratore generale, che ha chiesto l'annullamento con rinvio della ordinanza impugnata;
lette le conclusioni scritte presentate nell'interesse delle società dall'avv. (...), che ha chiesto che il ricorso sia dichiarato inammissibile o rigettato.

RITENUTO IN FATTO

1. Il Tribunale di Pescara ha annullato l'ordinanza con cui era stata disposta la misura cautelare interdittiva del divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione nei confronti delle società (...) s.r.l., (...) s.r.l. ed (...) s.r.l..
Le persone giuridiche in questione erano state ritenute dal Giudice per le indagini preliminari gravemente indiziate dell'illecito previsto dagli artt. 21-25 del d.lgs. 231/2001 in relazione al reato presupposto di corruzione propria attribuita a (...), soggetto che avrebbe rivestito posizione apicale degli enti e che avrebbe corrotto (...), assessore del comune di Pescara.
Il Tribunale ha evidenziato come le società in questione avrebbero carattere unipersonale, cioè sarebbero composte e gestite dall'unico socio incolpato del reato presupposto, e sarebbero prive di consiglio di amministrazione e di soggetti titolari di specifiche funzioni aziendali.
Sulla base di tali elementi, il Tribunale ha ritenuto di essere in presenza di imprese individuali e, dunque, non soggette alle disposizioni di cui al d.lgs. 231/2001; si è ritenuto che, rispetto alle società unipersonali, sarebbe necessario distinguere i casi in cui l'ente abbia una propria struttura che consenta di ritenerla un soggetto autonomo e un centro di imputazione giuridico distinto dalla persona fisica, da quelli in cui la società si identifichi con la persona fisica e, sostanzialmente, costituisca un'impresa individuale, non assoggettabile alla normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ai sensi dell'art. 1 del d.lgs. 231/2001.
Ha aggiunto il Tribunale che, pur volendo ritenere applicabile nel caso di specie il d.lgs. 231/2001 , nondimeno non sarebbero sussistenti le esigenze cautelari di cui all'art. 45 del d.lgs. in questione.
Il pericolo di recidiva richiesto dalla norma consisterebbe nel pericolo concreto che persone fisiche in posizione apicale possano commettere nell'interesse o vantaggio dell'ente, ulteriori reati della stessa specie di quello per cui si procede e detto pericolo dovrebbe essere desunto da elementi fondati e specifici.
Nel caso di specie il Tribunale ha ritenuto che la sostituzione delle persone fisiche in posizione qualificata nell'ente avrebbero neutralizzato il pericolo di recidiva, atteso che non vi sarebbero elementi concreti per ritenere esistenti rapporti e relazioni tra il nuovo amministratore ed il precedente ovvero tra il primo e gli amministratori comunali.

2. Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pescara articolando due motivi.

2.1. Con il primo si lamenta violazione di legge; la tesi, avallata da un precedente giurisprudenziale di legittimità, è che le disposizioni del d.lgs. 231/2001 troverebbero applicazione nel caso di specie, a nulla rilevando che la persona giuridica sia una società unipersonale.

2.2. Con il secondo si deduce violazione di legge per motivazione apparente; il Tribunale, quanto alle esigenze cautelari, non avrebbe considerato la informativa della Guardia di Finanza con cui si segnalava come la nuova amministratrice, già all'epoca dei fatti, da una parte, fosse legata alla società con .....

 

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