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16 novembre 2021 (ud. 10 settembre 2021) n. 41582 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione III penale* (imputazione di illecito amministrativo dipendente dal reato di tentata truffa aggravata a danno dello Stato - condotta contestata ed accertata qualificabile come dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 - la previsione del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti si pone in rapporto di specialità rispetto a quella di tentata truffa aggravata a danno dello Stato escludendone l'applicabilità - la responsabilità dell'ente per un fatto costituente il reato di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 è stata prevista solo in epoca di molto successiva al fatto in contestazione e precisamente per effetto dell'art. 39, co. 2, d.l. 26/10/2019 n. 124 convertito con modificazioni dalla l. 19/12/2019 n. 157)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
TERZA SEZIONE PENALE

Composta da Gastone Andreazza - Presidente
Aldo Aceto
Antonio Corbo - Relatore
Giuseppe Noviello Gennaro Sessa ha pronunciato la seguente

SENTENZA

su ricorso proposto da (...) s.r.l.
avverso la sentenza in data 11/02/2020 della Corte d'appello di Reggio Calabria; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Antonio Corbo; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Ciro Angelillis, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza emessa in data 11 febbraio 2020, la Corte di appello di Reggio Calabria, per quanto di interesse in questa sede, ha confermato la sentenza del Tribunale di Locri nella parte in cui aveva dichiarato la società (...) s.r.l. responsabile dell'illecito amministrativo derivante dal reato di tentata truffa aggravata a danno dello Stato (capo D), e la aveva condannata alla sanzione pecuniaria per n. 200 quote di importo pari ad 800 euro ciascuna.
Secondo i giudici di merito, la (...) s.r.l. sarebbe responsabile dell'illecito amministrativo dipendente dal reato di tentata truffa commesso nel suo interesse o comunque a suo vantaggio dal legale rappresentante, (...), nei cui confronti la Corte d'appello, in riforma della decisione di condanna di primo grado, ha pronunciato sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
La tentata truffa sarebbe stata integrata dall'annotazione, nelle scritture contabili della indicata società, di una fattura recante l'importo di 22,41 euro ed I.V.A. pari a 4,48 euro, aggiungendovi del tutto arbitrariamente l'importo di 1,00 euro di imponibile e 1.702.514,00 euro di I.V.A. detraibile, e dal successivo riporto di tale annotazione alla voce "variazioni e arrotondamenti d'imposta" del modello unico 2009 relativo all'anno d'imposta 2008, quali operazioni dirette ad indurre l'Amministrazione finanziaria in errore circa l'effettiva entità dell'I.V.A. detraibile e a procurare all'ente un ingiusto profitto rappresentato dalla predetta .....

 

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