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5 luglio 2021 (ud. 27 aprile 2021) n. 25492 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione V penale* (fraudolento trasferimento delle attività di un ente in favore di un ente diverso al fine di sottrarre il primo alle conseguenze sanzionatorie di cui al d.lgs. 231/2001 - l'estinzione dell’illecito previsto dal d.lgs. 231/2001 consegue all'estinzione fisiologica e non fraudolenta dell'ente - la finalità elusiva perseguita attraverso la cessazione dell'attività dell’ente giustifica l'applicazione dell'art. 33 del d.lgs. 231/2001 che prevede la responsabilità solidale del cessionario dell’azienda - responsabile dell'illecito resta l’ente cedente, ove ancora esistente come soggetto giuridico, mentre il cessionario è solidalmente obbligato al pagamento della sanzione pecuniaria - il principio secondo il quale il rappresentante legale indagato o imputato del reato presupposto non può provvedere, a causa di tale condizione di incompatibilità, alla nomina del difensore dell’ente)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
QUINTA SEZIONE PENALE

Composta da: Eduardo De Gregorio - Presidente -
Rossella Catena
Giuseppe De Marzo - Relatore -
Elisabetta Maria Morosini Paola Borrelli ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sui ricorsi proposti da: … nato a … il …
… nato a … il …
… nato a … il …
(X) Comitato Coord. Prov. di … avverso la sentenza del 20/01/2020 della Corte Appello di Trieste visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Giuseppe De Marzo; udite le conclusioni del Procuratore generale, dott. Luigi Giordano, il quale ha concluso per l'annullamento con rinvio, in relazione al ricorso (X) e per la declaratoria di inammissibilità dei restanti ricorsi udito il difensore: l'avv.to … chiede l'accoglimento del ricorso; l'avv.to … chiede l'accoglimento del ricorso

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 20/01/2020 la Corte d'appello di Trieste, in parziale riforma della decisione di primo grado: a) ha riqualificato il fatto attribuito nel capo A) a ... e ..., ai sensi dell'art. 416, secondo comma, cod. pen.; b) ha rideterminato la pena irrogata a questi ultimi; c) ha confermato, nel resto, la sentenza del Tribunale che aveva condannato alla pena di giustizia ..., quale promotore e organizzatore dell'associazione per delinquere di cui al capo A), lo stesso ..., nonché ... e la ..., in relazione ai delitti di falso ideologico di cui al capo B) e, infine aveva dichiarato il Comitato (X) - Coordinamento provinciale di … responsabile dell'illecito amministrativo di cui al capo 1 (art. 24-ter d.lgs. 08/06/2001, n. 231), condannandolo al pagamento della relativa sanzione. In particolare, il reato di cui al capo A riguarda l'associazione per delinquere finalizzata, per quanto ora rileva, al compimento dei reati di cui al capo B), ossia ad una pluralità d delitti di falso ideologico commessi nell'attestazione delle presenze degli studenti durante le ore di lezione, delle attività didattiche e delle prove scritte svolte dagli studenti iscritti a due istituti scolastici paritari, l'istituto tecnico … e il liceo scientifico …, acquisiti come rami d'azienda dall'(X) Comitato di coordinamento di …, le cui attività, per effetto della cessazione in data 22/12/2013, erano state trasferite al Comitato provinciale (X) di ….

2. Sono stati proposti distinti ricorsi nell'interesse degli imputati e del Comitato (X) - Coordinamento provinciale di ….

3. La sostanziale sovrapponibilità delle censure svolte nell'interesse di ..., ... e ... induce ad una trattazione unitaria, con l'evidenziazione di eventuali profili di distinzione, in relazione alla posizione dei singoli.

3.1. Con il primo motivo dei tre ricorsi si lamenta: a) ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen., erronea applicazione dell'art. 110 cod. pen.;b) ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. c), del codice di rito, violazione degli artt. 521, comma 2, e 522, cod. proc. pen.. Si osserva che, in entrambi i gradi di merito, si è realizzata una duplice violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, rilevando: a) che, secondo l'impostazione accusatoria, il ricorrente, unitamente a ... e alla ..., avrebbero suggerito agli insegnanti dei due istituti paritari le prassi contra legem descritte in sentenza, in tal modo ponendo in essere, in concorso tra loro, ai sensi dell'art. 110 cod. pen., il delitto di falso ideologico continuato di cui al capo B); b) che, tuttavia, la sentenza di primo grado aveva assolto gli insegnanti, sulla base di quanto da loro dichiarato, ossia che il sistema di rilevazione delle presenze negli istituti era stato loro imposto dai ... e dalla ...; c) che, pertanto, questi ultimi erano stati ritenuti responsabili degli episodi in via mediata ai sensi dell'art. 48 cod. pen. «ma anche per avere indotto singoli professori (o comunque molti di essi) alle suddette omissioni e falsità [...] costringendoli con modi minacciosi»; d) che, anche a prescindere dalla generale necessità che la contestazione del concorso morale si accompagni ad una puntualizzazione delle concrete modalità di atteggiarsi della condotta attribuita, in ogni caso, il testuale riferimento del capo d'imputazione alle «precise indicazioni» p...nanti dai tre ricorrenti indicati non era in alcun modo riconducibile alla invece ritenuta esistenza di una costrizione o di una costrizione mediante minaccia; e) che, del resto, la stessa decisione di secondo grado aveva fatto riferimento a condotte degli insegnanti poste in essere «su suggerimento o su indicazione o su pressione degli appellanti»; f) che la diversità del fatto ritenuto, ai sensi dell'art. 516 cod. proc. pen., è confermata al rilievo che la soppressione dell'autodeterminazione assume, in relazione ad altre fattispecie (art. 317 e 319-quater cod. pen.), ai fini della qualificazione giuridica; g) che non era pertinente l'evocazione del concorso unilaterale, espressa dal riferimento della Corte territoriale alla configurabilità del concorso di persone anche in assenza del dolo di concorso in capo a taluno degli agenti; h) che, infatti, alla luce delle indicazioni della giurisprudenza di legittimità, al di fuori dell'alternativa tra previo concerto o intesa istantanea, da un lato, e ignoranza in capo all'esecutore materiale, dall'altro, non vi è spazio per ulteriori qualificazioni dell'approccio psicologico dell'esecutore materiale, il quale o è ignaro o agisce con consapevolezza e volontà; i) che, anche considerando la figura del cd. Autore mediato, la Corte distrettuale, oltre ad un contraddittorio richiamo ad «una sorta di violenza morale», in quanto tale incompatibile con la prima figura, aveva richiamato la fattispecie di cui all'art. 48 cod. pen.; I) che, in effetti, tale previsione era indicata nel capo di imputazione, ma si riferiva alla scopo del falso ideologico contestato agli imputati, ossia alla induzione in errore dei membri delle commissioni ministeriali d'esame; m) che, anche sotto tale profilo, si apprezzava la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza.

3.2. Con il secondo motivo dei tre ricorsi si lamenta: a) ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen., erronea applicazione dell'art. 416 cod. pen.; b) ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. c), del codice di rito, illogicità della motivazione nella forma del travisamento delle risultanze istruttorie. Si osserva: a) che la Corte territoriale aveva superato con affermazioni apodittiche le questioni poste con l'atto di appello, a proposito dell'insussistenza degli elementi costitutivi dell'associazione; b) che, a tacere dell'erronea attribuzione a ... del ruolo di rappresentante legale dell'ente che gestiva gli istituti, in ogni caso, non era emersa l'esistenza di un vincolo destinato a durare anche oltre la realizzazione dei delitti fine, posto che esso non poteva essere ravvisato nella mera reiterazione delle condotte; c) che il richiamo della sentenza impugnata al ricorso da parte degli imputati al personale scolastico era, oltre che erroneo in sé, comunque in contrasto con la ritenuta estraneità degli insegnanti e del personale amministrativo rispetto ai reati commessi; d) che, anzi, quest'ultimo rilievo denotava l'estemporaneità dei singoli comportamenti, connessi alla necessità di superare - di volta in volta e con riguardo a casi specifici - gli ostacoli costituiti dai professori; e) che la prova richiesta non poteva essere colta nella finalità attribuita agli agenti, in quanto attinente ai moventi dell'azione ed estranea agli elementi costitutivi della fattispecie; f) che la finalità di raccogliere il maggior numero di iscrizioni in relazione a ciascun anno scolastico era incompatibile con la contestazione di un indefinito programma criminoso.

3.3. Con il terzo motivo dei tre ricorsi si lamenta: a) ai sensi dell'art. 606, .....

 

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