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23 febbraio 2021 (ud. 12 gennaio 2021) n. 7038 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione II penale* (confisca del profitto del reato - profitto lucrato da societÓ in relazione al reato di cui all'art. 316 c.p. commesso dall'amministratore anche nell'interesse della societÓ - l'ammontare del profitto si calcola al netto degli interessi e della rivalutazione che sono voci rilevanti per la quantificazione del risarcimento del danno ma non per l'identificazione del quantum lucrato attraverso la consumazione dell'illecito - quantificazione del valore di immobili oggetto di confisca per equivalente - nel definire il valore degli immobili facendo rinvio netto ed acritico ai risultati della perizia senza prendere in considerazione le deduzioni dei tecnici di parte e quelle allegate dal ricorrente, la motivazione del provvedimento risulta insufficiente in quanto non indica il percorso argomentativo che deve caratterizzare la valutazione della prova scientifica



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA PENALE

Composta da
Luciano Imperiali Presidente
Giovanna Verga
Maria Daniela Borsellino
Ignazio Pardo
Sandra Recchione Relatore
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sui ricorsi proposti da:
(...), nato a (...);
(...) S.r.l.;
(...) S.r.l.;
avverso la sentenza del 16/10/2019 della Corte Appello di Catania;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Sandra Recchione;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Franca Zacco che ha concluso chiedendo l'inammissibilitÓ del ricorso del (...) per difetto di legittimazione al ricorso; in relazione al ricorso presentato nell'interesse degli Enti si instava per l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente alla confisca con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Catania ed inammissibilitÓ nel resto.
L'avv. (...) per la parte civile ů depositava conclusioni e nota spese, chiedendo il rigetto dei ricorso.
Il difensore degli Enti ricorrenti (...) insisteva per l'annullamento della sentenza.

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte di appello di Catania decideva in seguito all'annullamento con rinvio disposto dalla VI sezione penale della Corte di cassazione e procedeva (a) a determinare il profitto lucrato singolarmente dalle societÓ (...) s.r.l. e (...) s.r.l. in relazione al reato previsto dall'art. 316 c.p., commesso dall'amministratore degli enti anche nell'interesse della societÓ, (b) a quantificare il valore degli immobili oggetto di confisca per equivalente; (c) ad indicare i criteri che erano alla base della definizione del trattamento sanzionatorio.
La Corte di appello rideterminava il profitto complessivo lucrato dalle societÓ ricorrenti quantificandolo nuovamente attraverso l'applicazione degli indici di rivalutazione monetaria e gli interessi legali; disponeva inoltre una perizia per la valutazione degli immobili in sequestro e rilevando come lo stesso - come quantificato dal tecnico incaricato - fosse inferiore al profitto stimato, il che ne imponeva la integrale confisca.
Indicava infine criteri seguiti per la definizione delle sanzioni rilevando come le stesse fossero proporzionate al profitto lucrato e come, pur discostandosi dal minimo, erano inferiori al valore medio e proporzionate alla gravitÓ del fatto; la determinazione della durata delle sanzioni interdittiva veniva invece giustificata in ragione della loro funzione preventiva.

2. Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore di (...), la cui responsabilitÓ per il reato previsto dall'art. 316 bis c.p., risultava definita con sentenza passata in giudicato che deduceva:

2.1. violazione di legge e vizio di motivazione: la Corte di appello nel rivalutare il profitto da reato lucrato dagli Enti tratti a giudizio per rispondere della loro responsabilitÓ amministrativa non avrebbe valutato gli argomenti offerti dai consulenti di parte e si era affidata alle conclusioni di una perizia svolta senza che fosse effettuato alcun accesso diretto agli immobili da valutare.

3. Ricorreva anche il difensore delle societÓ (...) s.r.l. e (...) s.r.l. munito di procura speciale; lo stesso deduceva:

3.1. violazione di legge: la Corte di a.....

 

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