Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Sab, 28 Nov 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


4 novembre 2020 (ud. 29 settembre 2020) n. 30753 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione V penale* (requisiti del decreto che dispone il giudizio nei confronti dell’ente previsti a pena di nullità - l'ordinanza del tribunale che dichiara la nullità del decreto che dispone il giudizio e dispone la restituzione degli atti al giudice per l'udienza preliminare obbliga il giudice dell’udienza preliminare a rinnovare l’atto nullo ma non anche ad uniformarsi ai contenuti costituenti motivazione dell’ordinanza)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE QUINTA PENALE

Composta da
Carlo Zaza - Presidente
Luca Pistorelli
Michele Romano
Renata Sessa
Elisabetta Maria Morosini - Relatore
ha pronunciato la seguente

SENTENZA


sui ricorsi proposti da:
1. (...), nato a (...);
2. (...) S.P.A.;
avverso l'ordinanza del 15/01/2020 del Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Milano;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
sentita la relazione svolta dal Consigliere Elisabetta Maria Morosini;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Ciro Angelillis, che ha chiesto che la Corte di cassazione dichiari inammissibile il ricorso dell'avv. (...), nell'interesse di (...); annulli con rinvio il provvedimento impugnato nella parte in cui, con specifico riferimento alla imputazione a carico della persona giuridica, rigetta l'eccezione di nullità della richiesta di rinvio a giudizio.

RITENUTO IN FATTO

1. Con l'ordinanza impugnata il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Milano ha respinto l'eccezione di nullità della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalle difese nel procedimento che, tra gli altri, chiama a rispondere (...) del reato di cui all'art. 615-ter c.p. e la società (...) spa degli illeciti amministrativi di cui agli artt. 5, lett. a), 21 e 24 bis d.lgs. n. 231 del 2001.

2. Ricorrono (...) e la società (...) spa, tramite i rispettivi difensori, deducendo l'abnormità del provvedimento, per le ragioni, comuni ai ricorsi, di seguito indicate.

2.1. Il processo a carico degli odierni ricorrenti era già giunto in fase dibattimentale dinanzi al Tribunale di Busto Arsizio. Il giudice del dibattimento aveva dichiarato la nullità del decreto che dispone il giudizio per indeterminatezza del capo di imputazione, rilevando le seguenti carenze: mancata indicazione di prescrizioni/limite impartite dalle Procure; mancata indicazione delle circostanze di fatto e di tempo degli specifici accessi abusivi al sistema informatico; mero richiamo per relationem alla consulenza tecnica del pubblico ministero. In merito alla descrizione dell'illecito amministrativo, evidenziava la mancata indicazione dell'interesse perseguito dall'Ente.
Il processo, regredito alla fase dell'udienza preliminare, era stato riunito a quello a carico di altri coimputati, ma i vizi insiti nella contestazione non erano stati emendati: la nuova richiesta di rinvio a giudizio riproduceva di fatto la precedente, senza apportare sostanziali modifiche, .....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze