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26 ottobre 2020 (ud. 22 settembre 2020) n. 29584 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione IV penale* (lesioni personali colpose commesse con violazione delle norme sulla tutela della sicurezza sul lavoro - l'interesse dell'ente ricorre quando la persona fisica, pur non volendo il verificarsi dell'evento morte o lesioni del lavoratore, ha consapevolmente agito allo scopo di far conseguire un'utilità alla persona giuridica cioè, per esempio, quando la mancata adozione delle cautele antinfortunistiche risulti essere l'esito non di una semplice sottovalutazione dei rischi o di una cattiva considerazione delle misure di prevenzione necessarie ma di una scelta finalisticamente orientata a risparmiare sui costi d'impresa - è eccentrico rispetto allo spirito della legge ritenere irrilevanti tutte quelle condotte, pur sorrette dalla intenzionalità, ma, in quanto episodiche e occasionali, non espressive di una politica aziendale di sistematica violazione delle regole cautelari)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE QUARTA PENALE

Composta da
Salvatore Dovere Presidente
Donatella Ferranti
Gabriella Cappello Relatore
Alessandro Ranaldi
Francesca Picardi
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
(...) S.p.A.;
avverso la sentenza del 12/06/2019 della Corte di appello di Messina;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
svolta la relazione dal Consigliere Gabriella Cappello;
udito il Procuratore generale, in persona del sostituto Dott. Delia Cardia, la quale ha chiesto l'annullamento con rinvio.

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte d'appello di Messina, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, appellata dalla (...) S.p.A. e dalla (...) s.n.c., dichiarate responsabili dell'illecito amministrativo rispettivamente contestato ai capi b) e c) della rubrica, in relazione alle lesioni personali colpose subite dai lavoratori (...) e (...), in occasione dell'infortunio descritto al capo a), ha rideterminato la sanzione pecuniaria nei confronti della sola (...) s.n.c. e confermato nel resto.

2. Sulla scorta di quanto esposto nella sentenza impugnata, questi sono i fatti accaduti il (...) ai danni dei due dipendenti della ditta (...) s.n.c..
Costoro, impegnati nella esecuzione di lavori su incarico della (...) S.p.A. presso un capannone industriale, ad un certo punto erano saliti, insieme a un terzo, sulla copertura del capannone, dalla quale erano stati rimossi due pannelli, camminando sulle travi portanti. A seguito del cedimento di uno dei pannelli, i due erano precipitati nel solaio sottostante da un'altezza di circa tre metri, riportando le lesioni descritte in imputazione.
Dalle indagini effettuate, era emerso che la ditta (...) s.n.c. era intervenuta nel cantiere in questione, nel quale era in costruzione un capannone commissionato alla (...) s.r.l., senza alcun contratto con la committente (...) S.p.A., ma su incarico dell'uomo di fiducia di questa, (...), al fine di velocizzare i lavori, che prevedevano la realizzazione di un solaio nel capannone tramite la rimozione di pannelli dal tetto per consentire il passaggio di un braccio di autopompa per la gittata del cemento all'interno; il tutto in difformità rispetto al progetto (in base al quale, invece, la gittata avrebbe dovuto essere effettuata dall'amministratore unico della ditta (...) s.r.l. con una tecnica più lenta, ma conforme alle prescrizioni di sicurezza). La repentinità della decisione del (...) aveva reso impossibile avvisare il (...), responsabile del coordinamento della sicurezza per la (...) S.p.A. Dalle indagini era pure emerso che non erano stati svolti corsi sulla sicurezza e che i lavoratori non erano stati muniti di imbracature di ancoraggio o di cinture di sicurezza.
Secondo il primo giudice, l'iniziativa di realizzare la gittata dall'alto, mediante la rimozione dei pannelli dal tetto, era stata presa estemporaneamente dal (...) nell'interesse dell'ente, in spregio alle regole cautelari e tale atteggiamento sarebbe stato condiviso dalla ditta, alla quale era stato dato l'incarico di eseguire quel lavoro. Ciò avrebbe procurato alla (...) s.n.c. il vantaggio di poter fruire immediatamente della commessa, senza accollarsi costi di gestione derivanti dal rispetto della normativa antinfortunistica; alla (...) S.p.A., la possibilità di realizzare più celermente i lavori rispetto al progetto originario.

3. Avverso la sentenza d'appello, ha proposto ricorso la (...) S.p.A., formulando un motivo unico, con il quale ha dedotto violazione di legge in ordine alla affermazione della responsabilità amministrativa dell'ente, assumendo il difetto dei requisiti di cui all'art. 5 d.lgs. 231 del 2001.
In particolare, la difesa rileva che la condanna della ricorrente per l'illecito amministrativo di cui all'art. 25-septies, comma 3, d.lgs. 231 del 2001 in relazione al reato di cui agli artt. 113 e 590 c.p., contestato a (...) e (...) e dichiarato estinto per prescrizione, era stata rico.....

 

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