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Dom, 20 Set 2020
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12 agosto 2020 (ud. 15 luglio 2020) n. 23921 - sentenza - Corte di cassazione - sezione II penale* (truffa in danno di ente pubblico - profitto ingiusto consistente nel risparmio contributivo e previdenziale ottenuto tramite il fittizio distacco di lavoratori - ricorre il reato di truffa in danno di ente pubblico se la finalità della fittizia interposizione non attiene alla tutela dei lavoratori ma è quella di procurarsi un ingiusto profitto con corrispondente danno per gli enti previdenziali consistente nel risparmio contributivo - le contravvenzioni di cui agli art. 18 e 30 d.lgs. 276/2003 non hanno il fine di eludere gli oneri contributivi ed hanno come obiettivo esclusivamente quello di tutelare il lavoratore, lasciando fuori dal loro ambito di applicazione quei comportamenti finalizzati alla elusione della contribuzione)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA PENALE

Composta da
RAGO Geppino Presidente
AGOSTINACCHIO Luigi
PAZIENZA Vittorio
COSCIONI Giuseppe Relatore
PACILLI Giuseppina Anna Rosaria
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sui ricorsi proposti da:
(...), nato a (...);
(...) S.r.l.;
avverso la sentenza del 16/11/2018 della Corte di Appello di L'Aquila;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Giuseppe Coscioni;
udite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. Elisabetta CENICCOLA, che ha concluso chiedendo dichiararsi l'inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 16 gennaio 2018, la Corte di appello di L'Aquila rideterminava la pena alla quale (...) era stato condannato per il reato di cui all'art. 640, comma 2, n. 1), c.p., confermando nel resto la sentenza di primo grado, che aveva anche ritenuto responsabile la società (...) s.r.l. dell'illecito amministrativo previsto dall'art. 24 d.lgs. 231/2001; secondo il capo di imputazione, la società (...) aveva utilizzato 22 lavoratori distaccati formalmente dipendenti della (...) s.r.l., di cui (...) era amministratore unico; la (...), società che costituiva una "scatola vuota" aveva omesso di versare i contributi previsti, e la (...), società che aveva impiegato i lavoratori, era così riuscita ad aumentare l'organico aziendale senza ulteriori costi aggiuntivi di tipo previdenziale e fiscale, sottraendo in tal modo agli enti previdenziali creditori garanzie idonee per la effettiva solvibilità dei debiti contributivi, per cui era stata indotta in errore INPS, con conseguente ingiusto profitto in carico ai ricorrenti consistito nell'esonerare la (...) da responsabilità solidale nel caso di mancato pagamento di oneri e contributi pre.....

 

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