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5 maggio 2020 (ud. 22 gennaio 2020) n. 13575 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione IV penale* (in tema di responsabilità degli enti derivante da reati colposi di evento in violazione della normativa antinfortunistica il vantaggio di cui all’art. 5 d.lgs. 231/2001 operante quale criterio di imputazione oggettiva della responsabilità può consistere anche nella velocizzazione degli interventi manutentivi che sia tale da incidere sui tempi di lavorazione - nell’ipotesi di colpa specifica concernente l'omessa adeguata previsione di un modello organizzativo adeguato rientra anche la mancata formazione dei dipendenti)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE QUARTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. BRICCHETTI Renato Giuseppe Presidente
Dott. MENICHETTI Carla Consigliere
Dott. ESPOSITO Aldo rel. Consigliere
Dott. BELLINI Ugo Consigliere
Dott. BRUNO Paolo Antonio Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sui ricorsi proposti da:
(...), nato a (...);
(...) SRL;
avverso la sentenza del 27/03/2018 della Corte Appello di Venezia;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Aldo Esposito;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Dott.ssa Giuseppina Casella;
Il Procuratore Generale conclude per il rigetto del ricorso in subordine annullamento senza rinvio per intervenuta prescrizione.
udito il difensore: per (...) e (...) s.r.l. è presente l'avvocato (...)che chiede l'accoglimento dei ricorsi in subordine A.S.R. per intervenuta prescrizione.

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Venezia ha confermato la sentenza del Tribunale di Venezia del 27 marzo 2015, con cui:
a) (...) è stato condannato aula pena di mesi tre di reclusione e al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile in relazione al reato di cui all'articolo 590 c.p., comma 3;
b) la (...) s.p.a. è stata dichiarata responsabile dell'illecito amministrativo ex articolo 25-septies, comma 3, d.lgs. 231/2001 ed era stata condannata al pagamento della sanzione di Euro trentamila, con la sanzione interdittiva di contrarre con la pubblica amministrazione per la durata di mesi tre.
Il (...) è stato condannato per lesioni colpose, perché nella sua qualità di amministratore unico della (...) s.p.a., per colpa generica e per violazione degli articoli 29, comma 3 (non aggiornata valutazione dei rischi in relazione all'operazione di sbloccaggio della plastica di seguito descritta, considerato il frequente numero degli infortuni per la medesima causa verificatasi nel corso degli anni), e articolo 77, comma 3 (omessa fornitura di guanti ad alta protezione termica), d.lgs. 81/2008, cagionava al dipendente (...), con mansioni di attrezzista, un trauma alla mano sinistra con ferite ed ustioni.
In particolare, a seguito del blocco della presa ad iniezione n. 24 dovuto all'intasamento di uno degli iniettori con del materiale plastico, l'operaio, senza indossare idonei guanti ad alta protezione termica, senza attendere che la camera calda si raffreddasse prima di procedere e con l'ausilio di una bacchetta di rame, rimuoveva la plastica che ostruiva l'iniettore: durante tali operazioni un getto di plastica liquida lo colpiva alla mano sinistra, cagionandogli le lesioni sopra descritte.
La (...) s.p.a. è stata condannata per l'adozione di un modello organizzativo insufficiente rispetto alle finalità di prevenzione e protezione contro i rischi derivanti dalla rimozione della plastica e per il vantaggio economico consistito in un risparmio di spesa per il mancato acquisto dei guanti di protezione nonché maggior guadagno determinato dal non rallentamento della produzione dovuta all'attesa del raffreddamento del materiale plastico nei casi frequenti (3 o 4 volte per turno di lavoro) di intasamento delle presse.

2. Il (........

 

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