Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Sab, 4 Dic 2021
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2021
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


17 settembre 2019 (ud. 17 maggio 2019) n. 38456 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione V penale* (perquisizione e sequestro - l’estrazione di copie di dati informatici che ne assicurino comunque la conformità all’originale e la immodificabilità è modalità esecutiva legittima di perquisizione e sequestro probatorio giacché l'art. 244 c.p.p. comma 2 prevede la possibilità di adottare, riguardo ai rilievi ed alle operazioni tecniche da effettuare in relazione a sistemi informatici o telematici, misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne l’alterazione e l’art. 247 c.p.p. comma 1-bis prevede analoghi accorgimenti nel consentire la perquisizione di un sistema informatico o telematico anche se protetto da misure di sicurezza quando vi è fondato motivo di ritenere che in essi si trovino dati, informazioni, programmi informatici o tracce comunque pertinenti al reato)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE QUINTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. PALLA Stefano - Presidente
Dott. PEZZULLO Rosa - Consigliere
Dott. CATENA Rossella - Consigliere
Dott. CALASELICE Barbara - rel. Consigliere
Dott. CAPUTO Angelo - Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sui ricorsi proposti da:
(…), nato a (…);
(…), nato a (…);
(…), nato a (…);
(…), nato a (…);
(…) S.P.A.
avverso l'ordinanza del 11/01/2019 del Tribunale della Libertà di Pisa;
udita la relazione svolta dal Consigliere Calaselice Barbara;
Sentite le conclusioni del Procuratore generale Orsi Luigi che ha concluso per il rigetto del ricorso;
uditi i difensori, avv. (…) e (…), che hanno concluso per l'accoglimento dei ricorsi.

RITENUTO IN FATTO

1. Il Tribunale di Pisa, in funzione di riesame con il provvedimento impugnato, ha rigettato l'istanza di riesame avverso i decreti di perquisizione e sequestro, ex articolo 253 c.p.p., emessi dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale in sede, in data 12 e 13 dicembre 2018 nei confronti della (…) s.p.a., nonché di (…) Presidente del Consiglio di amministrazione della (…), (…) Direttore Centrale crediti, (…) Risk Manager e (…) (direttore generale della (…), perché ritenuto sussistente il fumus del reato di cui all'articolo 2621 c.c., relativo all'anno 2016, della L. n. 231 del 2001, ex articolo 25-ter a carico di (…) s.p.a.

1.1. Si tratta della contestazione di falso in bilancio relativa all'anno 2016, posta in essere, secondo la prospettazione accusatoria, mediante la cessione infragruppo a favore della controllata (…) s.r.l. del residuo patrimonio immobiliare della (…) e attraverso la rivitalizzazione di crediti, inizialmente portati a sofferenza verso cinque creditori (…), (…), (…), (…), (…).

2. Avverso la descritta ordinanza ha proposto tempestivo ricorso per cassazione la difesa di (…), (…), (…) e (…) deducendo, nei motivi di seguito riassunti, violazione di legge con riferimento al principio di proporzionalità ed adeguatezza.

2.1. Si assume che, presso la sede degli istituti di credito, venivano sottoposti a sequestro i personal computer presenti nelle stanze degli indagati, oltre a sei pen-drive, nella disponibilità di (…) e (…), nonché si è proceduto all'estrazione di copia c.d. forense integrale della posta, estratta dai personal computer, degli archivi on-line delle caselle di posta elettronica dei predetti indagati (estra.....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze