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11 luglio 2018 (ud. 4 maggio 2018) n. 31641 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione IV penale* (nel procedimento relativo agli illeciti amministrativi dipendenti da reato si applica all’ente la disposizione processuale stabilita dall'art. 416 comma 1 c.p.p. secondo la quale la richiesta di rinvio a giudizio è nulla se non sia preceduta dall'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375 comma 3 c.p.p. qualora la persona sottoposta alle indagini abbia tempestivamente formulato la relativa istanza - la dichiarazione di prescrizione del reato presupposto non incide sulla perseguibilità dell'illecito amministrativo già contestato - l'estinzione per prescrizione del reato impedisce unicamente all'accusa di procedere alla contestazione dell'illecito amministrativo ma non impedisce di portare avanti il procedimento già incardinato - la condanna per la responsabilità amministrativa, ancorché autonoma processualmente dalla condanna per la responsabilità penale)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
QUARTA SEZIONE PENALE

Composta da:
FAUSTO IZZO - Presidente -
CARLA MENICHETTI
DANIELA RITA TORNESI
EUGENIA SERRAO - Rel. Consigliere -
DANIELA DAWAN

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sui ricorsi proposti da:
SOCIETÀ (X) S.R.L.
(A) nato il … a …
avverso la sentenza del 14/06/2016 della Corte Appello di Ancona
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Eugenia Serrao;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale dott.ssa Paola Filippi, che ha concluso per l'annullamento senza rinvio per essere il reato estinto per prescrizione;
udito il difensore avvocato … in difesa della Società (X) s.r.l. e di (A) che ha concluso per l'accoglimento dei ricorsi

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza in epigrafe la Corte di Appello di Ancona ha confermato la pronuncia emessa dal Tribunale di Ancona il 7/05/2014, che aveva dichiarato (A) responsabile del reato previsto dagli artt. 590, commi 1, 2 e 3 in relazione all'art. 583, comma 1, n. 1 cod. pen., condannandolo alla pena di euro 2.000,00 di multa, ed aveva applicato alla (X) s.r.l. la sanzione amministrativa di euro 15.000,00 ai sensi del combinato disposto degli artt. 25 septies e 12, comma 1, lett. a) d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231.

2. Il fatto è stato ricostruito dai giudici di merito come segue: il giorno 18 novembre 2009 il lavoratore … era stato adibito alla lavorazione di barrette di ferro delle dimensioni di mm. 200x50x3 onde ricavarne dei pezzi ad U effettuando due successive pieghe; la piessopiegatrice alla quale lavorava poteva funzionare in due modalità, a seconda dell'accessorio impiegato, ossia a velocità più alta ove si fosse utilizzato il comando a due mani ed a velocità più lenta nel caso d'impiego del pedale; il lavoratore aveva utilizzato il pedale e la macchina aveva iniziato la discesa con un movimento continuo; sebbene la macchina fosse dotata di un sistema di fotocellule, comunque non previsto dalla ditta costruttrice, tale sistema di fatto non era in uso perché nella lavorazione di piccoli pezzi la fotocellula non avrebbe consentito il funzionamento della macchina; nell'eseguire la lavorazione di un pezzo con l'impiego del pedale ma a velocità alta, la lama superiore della macchina aveva amputato i polpastrelli di due dita del lavoratore.

3. (A) e la (X) s.r.l. propongono ricorso per cassazione per i seguenti motivi, enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione ex art. 173 disp. att. cod. proc. pen.:
a) violazione dell'art. 416 cod. proc. pen., in quanto la Corte di Appello ha rigettato l'eccezione di nullità della richiesta di rinvio a giudizio della (X) s.r.l. non preceduta dall'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio sul presupposto che la garanzia del contraddittorio fosse stata rispettata con la partecipazione di (A), imputato e legale rappresentante, alla camera di consiglio fissata dal Giudice per le indagini preliminari su.....

 

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