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Lun, 19 Feb 2018
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9 gennaio 2018 (ud. 5 ottobre 2017) n. 295 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione II penale* (i due criteri d'imputazione dell'interesse e del vantaggio si pongono in rapporto di alternatività, come confermato dalla congiunzione disgiuntiva



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SECONDA SEZIONE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
GIOVANNI DIOTALLEVI - Presidente -
LUIGI AGOSTINACCHIO - Consigliere -
STEFANO FILIPPINI - Consigliere -
GIUSEPPINA ANNA ROSARIA PACILLI - Rel. Consigliere -
GIUSEPPE SGADARI - Consigliere -
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sui ricorsi proposti da:
... nato a … il …
… S.P.A.
avverso la sentenza n. … della Corte d'appello di Lecce dell'11.5.2016;
Visti gli atti, la sentenza e i ricorsi;
Udita nella pubblica udienza del 5.10.2017 la relazione fatta dal Consigliere Giuseppina Anna Rosaria Pacilli;
Udito il Sostituto Procuratore Generale in persona di Viola Alfredo Pompeo, che ha concluso per il rigetto dei ricorsi;
Udito il difensore …, che ha chiesto l'accoglimento dei ricorsi

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza dell'1 maggio 2016 la Corte d'appello di Lecce ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale della stessa città in data 5.6.2012 con riferimento al reato di truffa consumata.
Con la pronuncia di primo grado ... è stato condannato perché nella sua qualità di rappresentante legale della ... s.p.a., società che il 30 luglio 2002 aveva presentato domanda per l'ottenimento delle agevolazioni finanziarie per le attività produttive previste dal ..., induceva in errore la banca concessionaria mediante artifici e raggiri indicati nell'imputazione, così procurando alla ... s.p.a. un ingiusto profitto, consistito nell'erogazione di euro 323.554 a titolo di anticipazione del contributo in conto impianti, erogati il 31.12.2003, di euro 372.347,50 a titolo di anticipazione della quota di finanziamenti e della quota di contributo in conto capitale erogati il 28.5.2004, di euro 744.695,00 a titolo di primo stato avanzamento, erogati il primo aprile 2005, con conseguente danno per lo Stato e per la Comunità europea.
La società ... s.p.a., già ... s.p.a., è stata ritenuta responsabile dell'illecito di cui agli artt. 5, comma 1 lettera A, 6 e 24 del D.Lgs n. 231 del 2001.
Avverso la sentenza d'appello ha proposto ricorsi per cassazione il difensore di ...e della ...s.p.a., deducendo, nell'interesse del ..., i seguenti motivi:

1) violazione dell'art. 606, comma 1 lett. b) ed e), c.p.p. in relazione all'art. 640 bis c.p.: secondo il ricorrente, la procedura di finanziamento si articolerebbe in diversi momenti, sicché la condotta del ... non potrebbe ritenersi sussumibile in un'unica fattispecie di reato a consumazione prolungata, a cui sarebbero collegati i distinti ratei corrisposti nel tempo, ma configurerebbe una pluralità di condotte delittuose, avvinte nel vincolo della continuazione. In altri termini, le erogazioni, effettuate in favore della società, non sarebbero dipese dall'originaria autorizzazione del finanziamento ma dall'esito positivo delle verifiche sull'attuazione del progetto finanziato, le quali, a loro volta, sarebbero state ottenute attraverso ulteriori ed autonomi comportamenti fraudolenti. La sentenza impugnata andrebbe annullata, quindi, anche ai fini del calcolo della prescrizione;

2) violazione dell'art. 606 comma 1 lett. b ed e) c.p.p. in relazione agli artt. 192 c.p.p. e 640 bis c.p., per avere la Corte territoriale ritenuto esistenti i raggiri e gli artifizi, travisando le dichiarazioni testimoniali rese da … e non considerando sia che l'attività professionale, fatturata dal ..., era stata effettivamente eseguita sia che tra le somme rendicontate e il costo di fatto sostenuto dall'azienda per l'attività di ricerca del personale vi sarebbe stata una differenza di appena 355,46 euro, frutto di un mero errore di calcolo;

3) violazione dell'art. 606 comma 1 lett. b) ed e) c.p.p. in relazione all'art. 99 c.p., per non avere la Corte territoriale ritenuto che i fatti di cui alla precedente condanna e quelli oggetto del presente procedimento rientrassero in un unico disegno criminoso, per come si evincerebbe sia dal dato temporale, inserendosi in un unico arco temporale, sia dall'omogeneità delle condotte contestate. Con i fatti oggetto di imputazione, quindi, il ricorrente non avrebbe manifestato un'accentuata colpevolezza e una maggiore pericolosità.
Con il ricorso proposto nell'interesse del.....

 

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