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CODICE ETICO, PROTOCOLLO DEI PROTOCOLLI - di Patrizia Ghini, Dottore commercialista e pubblicista in Milano



Presso enti e imprese dei più diversi settori si va sempre più diffondendo l'adozione di codici etici, codici di condotta o di comportamento. Detti codici sono uno dei punti fermi dei Modelli di organizzazione e controllo adottati ai sensi del D.Lgs. n. 231 del 8 giugno 2001.
L'articolo si propone di esaminare che cosa debba intendersi per "codice etico" nell'ambito dei modelli organizzativi e quali debbano essere alcuni suoi fondamentali requisiti strutturali ed applicativi.


1. IL CODICE ETICO

Nel dizionario della lingua italiana, la definizione di "codice etico" rimanda all'antica e complessa problematica della morale ovvero di (eventuali) principi universali ai quali dovrebbero ispirarsi le azioni dell'uomo. Si evidenzia che il termine "codice etico" acquisisce un suo valore specifico nell'epoca contemporanea, proprio quando, parallelamente all'indebolimento dei cosiddetti "pensieri forti" tradizionali (le ideologie politiche, filosofiche e religiose che dettavano in modo rigido le norme della convivenza sociale), si assiste alla crescente domanda di regole di deontologia capaci di determinare i limiti e le condizioni della prassi umana in particolari contesti.
In tale prospettiva di analisi, il codice etico aziendale è un tipo di documento stilato ed adottato su base volontaria in un ambiente d'impresa. Esso definisce un complesso di norme etiche al quale gli esponenti aziendali si devono attenere in ambito lavorativo (e, a volte, anche al di fuori di esso). L'adozione di un siffatto documento può trarre origine o ispirazione dalla mission aziendale, dalle politiche di marketing (esterno o interno) e di comunicazione o, come nel caso delle aziende che hanno il Modello organizzativo previsto dal D.Lgs. n. 231 del 2001, da specifiche fonti normative.
Per comprendere bene di che cosa si tratti e come dovrebbe essere impostato, è utile analizzare il significato di alcuni concetti che ne sono il presupposto e il fondamento.


2. CONCETTI DI FONDO

Il primo aspetto da chiarire è che cosa debba intendersi per "etica".
Il termine "etica" deriva dal greco antico (ἔθος - o ήθος -, "èthos") e significa comportamento, costume, consuetudine.
In filosofia, è quella branca che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
Il termine codice etico definisce perciò quell'insieme di principi di condotta che rispecchia particolari valori e criteri di adeguatezza e opportunità, in riferimento a un determinato contesto culturale, sociale o aziendale/professionale, interpersonale.
I "valori" sono l'insieme degli elementi e delle qualità morali e intellettuali che sono generalmente considerati il fondamento positivo della vita umana e della società (ideali, principi morali, tradizioni, ecc.).
Il "principio" è il valore etico, vale a dire la norma morale che sta alla base di un ordinamento statale, di una società o che guida il comportamento di una persona, in ambito professionale o privato.
Il focus dell'etica e dei codici etici, quindi, è il "comportamento" delle persone, che viene distinto tra giusto e ingiusto, ammesso e non ammesso, lecito e illecito.
In diritto, con il termine "illecito" s'intende un comportamento umano contrario all'ordinamento giuridico, in quanto costituisce violazione di un dovere o di un obbligo posto da una norma giuridica (detta primaria), al quale un'altra norma (detta secondaria) ricollega una sanzione.
Il comportamento che costituisce l'illecito può essere commissivo (ossia un'azione), quando viola un obbligo o dovere negativo (di non fare), oppure omissivo (ossia un'omissione), quando invece viola un obbligo o dovere positivo (di fare o di dare). Il contrasto tra il comportamento e la norma primaria prende il nome di antigiuridicità.
Il "reato" è un particolare tipo di illecito giuridicamente rilevante. Il reato è "un fatto umano, commissivo o omissivo, al quale l'ordinamento giuridico ricollega una sanzione penale in ragione del fatto che tale comportamento sia stat.....

 

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