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28 ottobre 2016 (ud. 8 giugno 2016) n. 45472 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione III penale* (nel procedimento di applicazione di pena su richiesta, le parti non possono vincolare il giudice con un accordo avente ad oggetto anche le pene accessorie, le misure di sicurezza o la confisca, essendo dette misure fuori dalla loro disponibilità – pertanto, nel caso in cui il consenso si riferisca anche ad esse, il giudice non è obbligato a recepire o non recepire per intero l'accordo, rimanendo vincolato soltanto ai punti concordati riguardanti elementi nella disponibilità delle parti – tuttavia, poiché le sanzioni interdittive sono



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. ROSI Elisabetta - Presidente
Dott. MOCCI Mauro - Consigliere
Dott. SOCCI Angelo Matteo – Consigliere
Dott. MENGONI Enrico - Consigliere
Dott. RICCARDI Giuseppe - rel. Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia;
(...) s.r.l.;
nel procedimento nei confronti di:
(...) s.r.l.;
avverso la sentenza del 13/04/2015 del Gip del Tribunale di Venezia;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dr. Giuseppe Riccardi;
lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dr. Romano Giulio, che ha concluso chiedendo l'annullamento parziale senza rinvio, con applicazione della sola sanzione interdittiva.

RITENUTO IN FATTO

1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e la (...) s.r.l., ricorrono per cassazione avverso la sentenza del 13 aprile 2015 con la quale il Gip del Tribunale di Venezia, difformemente dall'accordo ex articolo 444 c.p.p. e Decreto Legislativo n. 231 del 2001, articolo 63, ha applicato congiuntamente alla (...) s.r.l. tutte le sanzioni interdittive previste dal Decreto Legislativo n. 231 del 2001, articolo 9, anziché la sola sanzione interdittiva del divieto di pubblicità di beni e servizi che era stata concordata.
Deducono il vizio di violazione di legge in relazione al Decreto Legislativo 231 del 2001, articolo 9, comma 2, articoli 14 e 63, poiché, secondo quanto chiarito dalle Sezioni Unite, il sistema sanzionatorio previsto dal decreto sulla responsabilità degli enti prevede un sistema binario di sanzioni principali, pecuniarie e interdittive; essendo, dunque, le sanzioni interdittive principali, e non già accessorie, non possono essere applicate in violazione dell'accordo raggiunto tra le parti ex Decreto Legislativo n. 231 del 2001, articolo 63.
Inoltre, il divieto di pubblicizzare beni e servizi era stato concordato quale sanzione interdittiva proporzionata all'illecito, in ragione della condotta collaborativa della (...) s.r.l., che a.....

 

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