Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Lun, 29 Nov 2021
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2021
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


2 maggio (c.c. 20 gennaio 2016) n. 18168 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione I penale* (rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro - contestazione ai componenti dell'Organismo di Vigilanza di avere omesso di segnalare al consiglio di amministrazione e ai direttori generali e di non aver preteso che si ponesse rimedio ad una serie di carenze in tema di prevenzione dagli infortuni che venivano segnalate nei report in tema di sicurezza - proscioglimento dei componenti dell’Organismo di Vigilanza motivato anche dal rilievo che il reato omissivo può essere posto in essere soltanto da soggetti gravati da uno specifico obbligo di predisporre le cautele omesse, obbligo che non grava né sui membri dell'Organismo di Vigilanza né sui membri del Consiglio di Amministrazione, trattandosi di scelte di politica aziendale ed incombenze validamente delegate ai responsabili delle singole unità produttive - proscioglimento confermato dalla Suprema Corte




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE PRIMA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. CORTESE Arturo - Presidente
Dott. SARACENO Rosa Anna - Consigliere
Dott. MANCUSO Luigi Fabrizio - Consigliere
Dott. MINCHELLA Antonio - rel. Consigliere
Dott. CAIRO Antonio - Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia;
nei confronti di:
(...)
avverso la sentenza n. … del giudice dell'udienza preliminare di Gorizia, del 18/12/2014;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. Minchella Antonio;
sentite le conclusioni del P.G. Dott. Galasso Aurelio, che ha chiesto il rigetto del ricorso;
udito i difensore (...) che hanno chiesto il rigetto del ricorso.

RILEVATO IN FATTO

In data 13.12.2010 si verificava un infortunio sul lavoro nel cantiere navale di (...), di proprietà "(...) s.p.a.": l'infortunato era un operaio con mansioni di ammagliatore, il quale doveva agganciare i materiali da issare a bordo di una costruzione navale (in particolare, un fascio di tubi inox che dalla banchina doveva giungere al ponte 5 a mezzo gru); a questo scopo egli legava due fasci di tubi con del filo di ferro ed ordinava di sollevare il carico; poi si accorgeva che il carico si muoveva ed ordinava di fermare l'operazione per poi provvedere ad assicurarlo di nuovo; ordinava di issare a bordo, ma il carico, al momento di essere girato dalla gru, iniziava ad oscillare al punto che da uno dei fasci si sfilavano due grandi tubi uno dei quali, cadendo, colpiva proprio l'operaio alla nuca ed alla schiena, procurandogli paraplegia completa degli arti inferiori con conseguenti lesioni gravissime, invalidità permanente e pericolo di vita.
Ne conseguiva il giudizio per numerosi imputati e per diverse imputazioni (omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, lesioni personali colpose ed altro ancora).
In particolare, per quanto riguarda l'odierno procedimento, si imputava ex articolo 437 c.p. ai componenti del Consiglio di Amministrazione della "(...) s.p.a." di avere omesso di collocare apparecchi idonei al sollevamento dei materiali a mezzo gru o di averne messo in numero insufficiente, e segnatamente appositi accessori quali baie o ceste idonee al carico dei materiali sulla nave; inoltre si imputava ex articolo 437 c.p. ai componenti dell'Organismo di Vigilanza di "(...) s.p.a." di avere omesso di segnalare al consiglio di amministrazione e ai direttori generali e di non aver preteso che si ponesse rimedio ad una serie di carenze in tema di prevenzione dagli infortuni che venivano segnalati nei report in tema di sicurezza all'interno del cantiere, i quali ripetevano da tempo la mancanza di impianti, apparecchi e segnali, ma che l'Organismo di Vigilanza avrebbe recepito passivamente, senza segnalare alcunché al datore di lavoro, e, al contempo, non approfondendo gli aspetti di gestione delle attrezzature di lavoro e l'utilizzo di apposi accessori quali baie o ceste.

Con sentenza in data 18.12.2014 il GUP del Tribunale di Gorizia dichiarava non luogo a procedere in relazione al capo A) della rubrica, relativo all'imputazione ex articolo 437 c.p., nei confronti di tutti gli imputati perché il fatto non sussiste.
Rilevava il GUP che l'articolo 437 c.p. non contemplava una specifica indicazione delle cautele la cui omissione integrasse reato, ma effettuava un rinvio alla normativa infortunistica, sempre però che quest'ultima riguardasse "apparecchi, impianti o segnali", per cui non si riferiva a qualsivoglia attrezzatura da lavoro; quindi escludeva che baie e ceste potessero qualificarsi come apparecchi alla stregua dell'articolo 437 c.p., ritenendo che la norma facesse riferimento a strumenti aventi un minimo di complessità tecnica e che l'uso del termine "collocazione" anche in relazione agli apparecchi imponesse la correlazione dell'omissione con una cosa dotata di stabilità strutturale: le baie e le ceste erano invece semplici contenitori, privi di qualsivoglia congegno tecnico; peraltro, trattandosi di strumenti per vincolare i carichi alle gru, si trattava di oggetti per i quali non si poteva parlare di "collocazione". Ma anche qualora si fosse voluto ritenere che baie e ceste fossero apparecchi, mancava pur sempre l'altro parametro di cui all'articolo 437 c.p. e cioè che fossero volti a prevenire disastri o infortuni sul lavoro: al contrario, baie e ceste erano solo attrezzature da lavoro non volte ad impedire infortuni, ma anzi oggetti il cui uso scorretto poteva provocare infortuni; l'uso delle stesse non incrementava la sicurezza nella movimentazione dei carichi a mezzo gru, che era assicurata dalla adeguata selezione del carico da movimentare. Diversamente opinando, conclude il GUP, qualsiasi attrezzatura da lavoro sarebbe intrinsecamente volta ad impedire infortuni, in cont.....

 

Il seguito è riservato agli Abbonati

Scelga l'abbonamento più adatto alle Sue esigenze