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10 settembre 2015 (c.c. 12 maggio 2015) n. 36531 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione III penale* (poiché i reati tributari non sono ricompresi nella lista di quelli che consentono il sequestro per equivalente nei confronti di una persona giuridica secondo il d.lgs. 231/2001, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente prevista dalla legge n. 244 del 2007, articolo 1, comma 143 e articolo 322 ter cod. pen. non può essere disposto sui beni dell'ente ad eccezione del caso in cui questo sia privo di autonomia e rappresenti solo uno schermo attraverso il quale il reo agisca come effettivo titolare dei beni)




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. MANNINO Saverio F. - Presidente
Dott. ORILIA Lorenzo - Consigliere
Dott. DI NICOLA Vito - rel. Consigliere
Dott. GENTILI Andrea - Consigliere
Dott. PEZZELLA Vincenzo - Consigliere
ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
(...), nato a (...);
(...), nato a (...);
avverso la ordinanza del 17-01-2013 del tribunale della libertà di Vicenza;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Vito Di Nicola;
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Alberto Cardino che ha concluso per il rigetto del ricorso (...) e l'annullamento con rinvio in accoglimento del ricorso (...);
Udito per i ricorrenti gli avvocati (...) ed (...) che hanno concluso per l'accoglimento dei ricorsi.

RITENUTO IN FATTO

1. (...) e (...) ricorrono per cassazione impugnando l'ordinanza indicata in epigrafe con la quale il tribunale della libertà di Vicenza ha confermato il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip presso il tribunale di Bassano del Grappa con riferimento ai reati previsti dal Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, articoli 2 e 8.

2. Per la cassazione dell'impugnata ordinanza i ricorrenti, con separati ricorsi tramite i rispettivi difensori, sollevano tre motivi di gravame ciascuno, qui enunciati, ai sensi dell'articolo 173 disp. att. c.p.p., nei limiti necessari per la stesura della motivazione.
(...) ha presentato anche motivi nuovi.

2.1. Quest'ultimo con il primo motivo di gravame deduce l'inosservanza di norme processuali con riferimento alla trasmissione degli atti su cui si fonda il provvedimento oggetto di riesame e al conseguente violazione del diritto di difesa, che aveva infatti rilevato come l'unico atto di indagine trasmesso dal pubblico ministero, che avesse ad oggetto la persona di (...) o che facesse anche solo riferimento a quest'ultimo, fossero le dichiarazioni, con chiamata in correità del coindagato (...). Il tribunale di Vicenza non ha potuto smentire tale dato oggettivo (mancanza dei verbali di perquisizione e sequestro, delle intercettazioni telefoniche, degli accessi bancari, delle sommarie informazioni testimoniali, degli interrogatori, degli esiti di riscontri investigativi della Guardia di Finanza). Tuttavia i giudici del riesame, pur ritenendo fondata la doglianza difensiva in ordine alla incompletezza degli atti, hanno affermato di potersi pronunciare "sulla sussistenza della necessaria concreta ricorrenza del fatto". La violazione della norma processuale, osserva il ricorrente, con conseguente violazione assoluta del diritto di difesa, avrebbe dovuto invece essere ritenuta preliminarmente insuperabile.
Con il secondo motivo lamenta l'inosservanza delle norme processu.....

 

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