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2 dicembre 2014 (c.c. 15 ottobre 2014) n. 50320 - sentenza - Corte di Cassazione - sezione III penale* (l'estraneità di un ente al fatto-reato non si misura in base alla diversità degli organi amministrativi che successivamente la rappresentano - la responsabilità personale da reato non deve confondersi con la responsabilità patrimoniale per le conseguenze da reato che vengono imputate all'ente dotato di personalità giuridica in virtù dei rapporto di immedesimazione organica che lo lega ai propri amministratori in conseguenza del quale all'ente non vengono imputati solo gli effetti dell'atto, ma l'atto stesso - il rapporto di immedesimazione organica può essere escluso, nelle sue conseguenze da reato, solo mediante l'adozione di specifiche modalità organizzative ai sensi degli artt. 5 e segg., d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 e in tema di illeciti amministrativi a mente dell'art. 6, comma 3, legge 24 novembre 1981, n. 689 nel solo caso di avvenuta rottura del rapporto organico)



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
TERZA SEZIONE PENALE

Composta da
Claudia SQUASSONI - Presidente -
Santi GAZZARA
Aldo ACETO - Relatore
Andrea GENTILI
Alessio SCARCELLA
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da
… S.p.A. in liquidazione
avverso l'ordinanza del 27/03/2014 del Tribunale del riesame di Rimini;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dai consigliere Aldo Aceto;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Umberto De Augustinis, che ha concluso chiedendo il rigetto dei ricorso;
udito per l'imputato l'avv. … che ha concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza resa all'esito della camera di consiglio del 27/03/2014 il Tribunale di Rimini ha respinto l'appello proposto, ai sensi dell'art. 322-bis, cod. proc. pen., dalla … S.p.a. in liquidazione›› avverso l'ordinanza del 04/02/2014 con la quale il Giudice per le indagini preliminari di quello stesso Tribunale aveva rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell'imbarcazione da diporto denominata …, di sua proprietà.
Il sequestro era stato disposto con decreto del 16-23/08/2011 sull'ipotizzata sussistenza indiziaria del reato di cui agli artt. 110, cod. pen., 292, 295, u.c., D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, e 70, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, in relazione alla contestata sottrazione al pagamento dell'I.V.A. dell'immissione al consumo in Italia della predetta imbarcazione immatricolata il 30/06/2008 presso il Registro delle imbarcazioni da diporto della Repubblica di San Marino.
L'imbarcazione era stata acquistata dalla … S.a., società sammarinese, presso la … Spa di Forlì al prezzo di € 789.890,80, in regime di esenzione IVA ai sensi degli artt. 71 e 8, d.P.R. 633/72, ed era stata successivamente concessa in locazione finanziaria ad altra società sammarinese, la … S.r.l. che l'aveva contestualmente concessa in locazione alla … Srl.
L'imbarcazione era stata lasciata nella disponibilità della … S.p.a., con sede in Bologna, che l'aveva utilizzata per l'attività di charter e, a sua volta, l'aveva concessa in disponibilità alla … Srl di Catania.
Secondo l'impostazione accusatoria, avallata dal giudice della cautela e dal giudici del riesame, l'imbarcazione, con il concorso consapevole della S.a., è sempre rimasta, in definitiva, nella effettiva disponibilità di operatori italiani navigando in acque territoriali italiane. Attraverso i sopra indicati passaggi contrattuali sarebbe stata dissimulata l'operazione di lea.....

 

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