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LA MISURA DEL SEQUESTRO PREVENTIVO NEI CONFRONTI DEGLI ENTI COLLETTIVI - di Ciro Santoriello, Sostituto Procuratore presso Il Tribunale di Torino

1. La misura del sequestro preventivo nei confronti degli enti collettivi presenta numerosi profili problematici, rispetto alla risoluzione dei quali di nessun aiuto pare essere la giurisprudenza, che continua ad oscillare fra diversi orientamenti – come dimostra la recente decisione n. 41435 della II sezione della Cassazione.

2.1. Un primo aspetto su cui non vi è accordo in giurisprudenza attiene ai presupposti in presenza dei quali può disporsi il sequestro preventivo in via cautelare nei confronti della persona giuridica.
Secondo l'impostazione originariamente accolta dalla giurisprudenza per l'adozione della misura in discorso era necessaria solo l'astratta configurabilità dell'illecito e non la sussistenza di gravi indizi in ordine alla responsabilità dell'ente (Cass., sez. II, 16 febbraio 2006, Miritello in Mass. Uff., 233373). Tale affermazione, peraltro già presente in giurisprudenza con riferimento al sequestro preventivo disciplinato dal codice di procedura penale, veniva giustificata richiamando la natura e la finalità dell'istituto della confisca nel sistema della responsabilità parapenale delle società, nel cui ambito il provvedimento ablatorio disciplinato dagli artt. 19 e 53 d.lgs. n. 231 non riveste necessariamente un carattere punitivo ma assume anche la fisionomia di uno strumento di compensazione dell'equilibrio economico violato, con conseguente applicazione della confisca anche in assenza di una acclarata responsabilità dell'ente collettivo per il fatto delittuoso – come dimostrato dalla circostanza che la sanzione in discorso può essere adottata anche nel caso in cui il reato sia stato commesso da un soggetto collocato in posizione apicale ma l'ente non debba rispondere dell'illecito posto in essere nel suo interesse o a suo vantaggio.

2.2. Tale impostazione è stata però criticata da più parti, sostenendosi che la definizione dei presupposti del sequestro preventivo a fine di confisca andrebbe effettuata considerando la stretta strumentalità che lega tale strumento alla sanzione della confisca, poiché "intanto il sequestro preventivo è preordinato alla confisca in quanto mira - e in via esclusiva - a garantirne la fruttuosità, [per cui] con la cautela in esame non si intende sottrarre all'ente la disponibilità di una res pericolosa ex lege, volendosi, invece, tutelare dal rischio di dispersione di prezzo e profitto dell'illecito che renderebbe vana la punizione dell'ente, una volta accertatane la responsabilità".
Sulla scorta di questa ritenuta connessione fra sequestro preventivo e confisca finale del medesimo bene si conclude nel senso che per l'applicazione del provvedimento cautelare dovrebbero essere integrate le medesime condizioni stabilite per l'applicazione della sanzione della confisca ed il giudice dovrebbe comunque accertare l'imputabil.....

 

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