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Gio, 23 Mag 2019
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ANALISI DELLA GIURISPRUDENZA PIU' RECENTE IN TEMA DI REATI PRESUPPOSTO - di Sergio Beltrani, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione



I REATI PRESUPPOSTO



1. Associazione per delinquere (art. 416 c.p.).

La Sesta sezione penale della Corte di cassazione (sentenza n. 3635 del 24 gennaio 2014, CED Cass. n. 257789) ha affermato, in tema di responsabilità degli enti da reato di associazione per delinquere, il principio così massimato: "in tema di responsabilità da reato degli enti, allorché si proceda per il delitto di associazione per delinquere e per reati non previsti tra quelli idonei a fondare la responsabilità del soggetto collettivo, la rilevanza di questi ultimi non può essere indirettamente recuperata, ai fini della individuazione del profitto confiscabile, per il loro carattere di delitti scopo del reato associativo contestato".


1.1. Nel caso in esame, il G.i.p. aveva ritenuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati presupposto previsti dagli artt. 24-ter, comma 2, D. Lgs. n. 231 del 2001 (associazione per delinquere ex art. 416 c.p.) e 25-undecies, comma 2, lett. a), b), c), d), e) ed h), stesso D. Lgs. (reati ambientali previsti dal D. Lgs. n. 152 del 2006), nonché delle ulteriori condizioni richieste per l'accertamento della responsabilità amministrativa degli enti interessati (s.p.a. controllata ed s.p.a. controllante) in dipendenza di tali reati, ai sensi degli artt. 5 ss. D. Lgs. cit., disponendo conseguentemente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni (non strettamente indispensabili all'esercizio dell'attività produttiva svolta) nella disponibilità (anche mediante interposizione fittizia, ovvero interposizione reale fiduciaria) o "rapporti e/o disponibilità finanziarie di qualunque tipo e quale che sia la loro denominazione", fino alla concorrenza della complessiva somma di 8,1 milioni di euro (per la verità, in sentenza si parla espressamente in più punti – f. 1 e f. 2 - della somma di 8.100.000.000,00 di euro: l'errore materiale appare, peraltro, di macroscopica evidenza), pari al presunto profitto dei reati presupposto all'uopo valorizzati.
Il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente era stato, pertanto, disposto a carico dell'ente incolpato in relazione al reato presupposto di associazione per delinquere, finalizzata alla commissione dei delitti di disastro innominato (art. 434 c.p.), rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (art. 437 c.p.), avvelenamento di acque o di sostanze alimentari (art. 439 c.p.), e di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, e reati in materia di tutela dell'ambiente, di igiene e sicurezza sul lavoro, nonché in relazione a reati ambientali (per molteplici violazioni del D. Lgs. n. 152 del 2006).

1.2. Secondo l'ipotesi accusatoria, i soggetti indagati (tutti legali rappresentanti, amministratori e gestori degli enti interessati), avrebbero commesso i reati contestati nell'interesse ed a vantaggio dei predetti enti, cagionando gravi danni alla salubrità dell'ambiente; in particolare, il "vantaggio" sarebbe consistito nel risparmio dei costi necessari per l'adeguamento e la messa in sicurezza degli impianti del polo siderurgico interessato utilizzando le più efficaci, ma costose, tecnologie sopravvenute, per far cessare il protrarsi della commissione di reati ambientali contestati.

1.3. Il Tribunale del riesame aveva confermato il decreto emesso dal g.i.p.

1.4. Le difese avevano presentato ricorso per cassazione, lamentando, tra l'altro:
- violazione degli artt. 2, 5, 19 e 24-ter D. Lgs. n. 231 del 2001, con riferimento all'individuazione, tra i reati produttivi di profitto-risparmio confiscabile in capo all'ente, delle fattispecie dedotte nei capi d'imputazione sub B), C) e D.) Ci si doleva, in particolare, del fatto che "i delitti di cui all'art. 434 c.p., commi 1 e 2, art. 437 c.p., commi 1 e 2, art. 439 c.p., rispettivamente contestati nei capi sub B), C) e D) - tutti richiamati all'interno del capo I) dell'imputazione - sono estranei al catalogo dei reati-presupposto dell'illecito amministrativo dell'ente e non possono, come tali, fondare imputazione nei confronti della società ex D. Lgs. n. 231 del 2001, artt. 2 - 5, né, tanto meno, contrib.....

 

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