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Dom, 26 Set 2021
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Responsabilità 231 all'Ente anche se l'apicale è un prestanome (Nota a Cass. pen., Sez. IV, 29 marzo 2021, 11686)

Una interessante sentenza della Cassazione si sofferma su una questione di particolare interesse in tema di responsabilità amministrativa da reato dell'Ente quanto ai delitti presupposto in materia di prevenzione infortuni. Si tratta di una decisione che assume rilievo in quanto la S.C. afferma, per quanto consta, per la prima volta in maniera espressa, il principio per cui l'Ente non può sottrarsi alla responsabilità amministrativa da reato per colpa organizzativa, nemmeno se la figura del legale rappresentante dell'Ente è una rivestita da un soggetto «testa di legno», in quanto mero prestanome della persona giuridica. I Giudici della Suprema Corte, in particolare, pervengono a tale importante affermazione di principio valorizzando in «ottica 231» la giurisprudenza penale venutasi progressivamente a formare in materia penale con riferimento alla figura del «prestanome», in questo senso disattendendo la prospettazione difensiva, sostenuta in ricorso, secondo cui quest'ultimo – siccome legale rappresentante – è, comunque, destinatario degli obblighi di protezione antinfortunistica, ribandendo che tale principio vale anche ove il legale rappresentante sia un mero prestanome, che esercita dunque, di fatto, in base alla clausola di cui all'art. 299, d.lgs. 81, 8 aprile 2008, i poteri direttivi afferenti al soggetto apicale. Si tratta di una questione che, al di là del caso concreto esaminato dalla S.C., riveste una straordinaria importanza sotto il profilo dogmatico, evidenziando un nesso imprescindibile tra la responsabilità dell'ente e quella della persona fisica partecipe dello stesso atteso che, pur trattandosi di due tipi di responsabilità autonome tra loro, dall'accertamento del reato commesso dal secondo discende la responsabilità dell'ente. E per la Cassazione, dunque, se il secondo è «prestanome» l'Ente non sfugge alla propria responsabilità per l'infortunio, rispetto al quale la testa di legno è garante.

di Alessio Scarcella

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