Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Mer, 23 Set 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Un'architettura di Modello Organizzativo compatibile con l'organizzazione delle PMI nazionali

L'adozione dei Modelli Organizzativi esimenti è un tema sempre più significativo nel mondo delle imprese che vedono in essi uno strumento per garantire continuità al proprio business. La mancanza di standard e/o di Linee Guida che entrino nel merito della concreta implementazione e applicazione dei Modelli rappresenta però un'incognita per le imprese, che si può trasformare in un ostacolo specie per le PMI che non hanno l'abitudine di ragionare in termini “ampi e generali“ di organizzazione aziendale.

Il Modello, affinché possa essere definito idoneo, dev'essere separato fra elementi di indirizzo, invariabili e di pertinenza dell'organo amministrativo dell'azienda, ed elementi operativi, variabili, che discendono dai primi e sono gestiti (sviluppati e approvati) dalla struttura operativa.

La prevenzione dei reati che possono essere commessi solo in modo volontario si effettua principalmente tramite un controllo incrociato che le condotte in oggetto non siano messe in atto e che neanche siano messe in atto condotte prodromiche. Oltre a questo è importante chiarire a tutti che determinate condotte vanno contro l'interesse dell'azienda; così alla fine l'azione preventiva dovrebbe funzionare (a meno che i presupposti del Modello stabiliti nel Codice Etico non siano falsi). La prevenzione dei reati colposi è, invece, più difficile (sotto il profilo pratico), perché evidentemente si devono prevenire anche gli errori di valutazione chepossono portare alla commissione del reato.

Il Modello dev'essere separato fra elementi di indirizzo, invariabili e di pertinenza dell'organo amministrativo dell'azienda, ed elementi operativi, variabili, che discendono dai primi e sono gestiti (sviluppati e approvati) dalla struttura operativa. La parte generale la possiamo identificare come “l'insieme dei principi che l'azienda vuole rispettare e di cosa vuole fare per rispettare tali principi”, la parte operativa la possiamo descrivere come “il modo in cui l'azienda intende operare concretamente per mantenere i propri impegni morali e concreti”, assunti nella parte generale.La parte operativa del Modello si basa pertanto sulla descrizione del modo di lavorare dell'azienda, completo dei necessari correttivi e controlli necessari per garantire l'azione preventiva rispetto a quanto l'azienda ha deciso di mettere sotto controllo indicandolo, prima di tutto, nel proprio Codice Etico.

Nella parte operativa trovano luogo anche altri documenti (ad esempio, il documento di valutazione dei rischi ex d.lgs. 81/2008) che di fatto ne sono parte integrante. Si tratta di documenti previsti per legge (normalmente) o da normevolontarie (politica per la sicurezza, la salute e la tutela ambientale) utili all'applicazione del Modello. Quindi questi documenti devono essere veritieri, rispondenti ai requisiti applicabili e tenuti sotto controllo come qualunque altra parte dell'intero corpus documentale che costituisce il Modello.

di Alessandro Mazzeranghi, Riccardo Mariani e Federica Coucourde

[visualizza l'articolo completo]

LE RIVISTE

L'ULTIMO NUMERO

TUTTI I NUMERI

RICERCA ARTICOLI

E' possibile filtrare l'elenco degli articoli compilando i campi sottostanti.

Ricerca per ANNO:

Ricerca per AUTORE:

Ricerca per SEZIONE:

Ricerca per TESTO:


INDICE ANALITICO

LE RACCOLTE 231