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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L'incompatibilità nel procedimento a carico dell'ente del rappresentante legale imputato del reato presupposto (Commento a Cass. pen., sez. VI, 31.5. - 26.7.2011. n. 29930, Ingross Levante s.p.a., C.E.D. Cass., n. 250432)

Il difetto di fisicità dell'ente impone una “doppia rappresentanza”: i) l'una atta a consentire all'ente l'esercizio delle facoltà ordinariamente spettanti all'imputato, ovvero l'intervento nel procedimento penale a suo carico, l'esplicazione di attività di autodifesa e l'esercizio degli atti cd. personalissimi, che implica la presenza di un soggetto-persona fisica a ciò deputato, che agisca per conto (e nell'interesse esclusivo) dell'ente; ii) l'altra attinente alla necessità di assistenza difensiva, soddisfatta dalla possibilità di ricorrere ad una difesa tecnica, ed in relazione alla quale occorre che il difensore riceva una investitura necessariamente promanante dal soggetto-persona fisica che rappresenta l'ente, poiché quest'ultimo non ha la possibilità di stare in giudizio (e di nominare un difensore) ex se, ma solo attraversoil proprio rappresentante legale, quale risulti dalla legge o dallo statuto dell'ente stesso.

Tuttaviaè stato recentemente stabilito che non è valido l'atto di costituzione di una società nel procedimento a suo carico, se sottoscritto dal rappresentante legale incompatibile perchè contestualmente indagato per il reato presupposto della responsabilità dell'ente,ovvero dal presidente del collegio sindacale del quale non siano stati documentati i poteri di rappresentanza. Lo ha affermato (superando definitivamente il contrasto in precedenza insorto sul punto) la Sesta sezione della Corte di cassazione con lasentenza n. 29939 del 31 maggio - 26 luglio 2011 che, per le medesime ragioni, ha ritenuto l'invalidità della procura speciale rilasciata dai predetti soggetti al legale nominato difensore dell'ente, dichiarando conseguentemente l'inammissibilità del ricorso presentato avverso un decreto di sequestro preventivo da quest'ultimo per conto dell'ente.Agli effetti processuali, infatti, la violazione del divieto di cui all'art. 39 comporta che tutte le attività svolte dal rappresentante “incompatibile” nell'ambito del procedimento in danno dell'ente, vanno considerate inefficaci: l'affermazione trova una conferma testuale nell'art. 43, comma 2, d.lgs. 231/2001, «che individua l'unica eccezione aldivieto di rappresentanza, in quanto riconosce espressamente l'efficacia delle notifiche eseguite mediante la consegna al legale rappresentante “anche se imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo».



di Sergio Beltrani

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