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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L'estensione della responsabilità degli enti collettivi ex d.lgs. 121/2011 alla gestione dei rifiuti e il Sistri, il nuovo sistema di tracciabilità. Qualche riflessione sulle interferenze tra i protocolli prevenzionali ex d.lgs. 231/2001 e il Sistri sulle conseguenze sul piano delle responsabilità individuali e collettive

Com'è noto il d.lgs. 7 luglio 2011, n. 121 ha esteso la responsabilità degli enti collettivi anche ai reati ambientali, tra i quali vanno annoverati anche i principali illeciti in materia di rifiuti. Parallelamente, dal dicembre 2009, è in fase di costruzione un sistema rivoluzionario di tracciabilità del trasporto dei rifiuti denominato SISTRI e destinato a produrre effetti su tutte le attività gestionali dei rifiuti e, perciò, anche a riflettersi sui profili della responsabilità penale individuale e di quella amministrativa collettiva ex d.lgs. 231/2001. Il SISTRI è invece, purtroppo, uno dei parti più complessi e sofferti della storia legislativa italiana ed è passato attraverso un numero ormai incalcolabile di proroghe e rinvii e addirittura è stato abrogato da un decreto legge, per poi essere di nuovo ripristinato in sede di conversione dello stesso decreto legge che lo aveva abolito. E tutto ciò èaccaduto senza che il SISTRI sia mai entrato in vigore. Nel frattempo il Legislatore ha provveduto ad adeguare il sistema normativo al SISTRI, introducendo le relative norme nel TUA, appositamente modificato con il d.lgs. n. 205 del dicembre 2010. Alcune norme sanzionatorie dell'art. 260-bis TUA,poste a tutela del SISTRI, sono inoltre state annoverate dal già citato d.lgs. 121/2011 tra ireati-presupposto della responsabilità degli enti.

Sebbene nato per monitorare il trasporto dei rifiuti, il SISTRI ha assunto connotazioni tali da farlo assurgere a Modello Gestionale del rifiuto, la cui integrazione con i complianceprogramsaziendali costituirà oggetto di interessanti sviluppi. Ciò è confermato innanzitutto da un principio generale in materia di responsabilità per la gestione dei rifiuti che è stato introdotto con il d.lgs. 205/2010.

Il produttore dei rifiuti conserva la posizione di garanzia per l'intera catena di trattamento fino al momento previsto dall'art. 188, comma 3, lett. a) e b), TUA, e cioè fino al conferimento ad un servizio pubblico oppure al ricevimento della quarta copia controfirmata dal destinatario negli altri casi. Di ciò i Modelli Organizzativi dovranno tener conto e prevedere protocolli atti a coprire la fase successiva al conferimento del rifiuto al trasportatore o all'intermediario(nei casi in cui avvenga un'effettiva consegna). In qualche modo dovranno perciò essere implementati controlli sull'operato degli altri soggetti, idonei a prevenire qualsiasi rimprovero di negligenza a carico del produttore: primo tra essi il controllo sulla validità delle autorizzazioni degli altri soggetti che intervengono nella catena di trattamento.

di Daniele Zaniolo

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