Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Mer, 23 Set 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

I Modelli di "compliance" nel settore della finanza consumer

E' compito della governancedi qualsivoglia impresa ideare sistemi di gestione e controllo, peculiarmente per tipologia d'intervento, dimensione organizzativa e posizionamento competitivo, al fine di tracciare la carreggiata lungo la quale corrono le attività di pianificazione e controllo della performance. Come si legge nel Codice di Autodisciplina di Borsa Italia, una buona governancesi contraddistingue per l'introduzione nei sistemi informativi di un insieme di regole, procedure e presidi organizzativi volti a “[...] consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell'impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati [...]”

Soltanto di recente, tuttavia, accanto ai tradizionali sistemi di feed-back aziendali tipicamente di natura tecnico/economica/inferenziale, si è affiancato un po' in tutti i settori, ed in special modo in quello dell'intermediazione finanziaria, un particolare circuito di osservazione, comprensione, ponderazione e misurazione delle principalideterminanti dei rischi legali e di non conformità alle norme, considerati come potenziali driver di perdite patrimoniali e decadimento/vanificazione di risorse fiduciarie e reputazionali.

Nel corso dell'ultimo decennio, l'intermediario finanziario più evoluto ed incline all'innovazione ha imparato ad adottare specifiche misure di ricognizione e contenimento dei rischi attraverso una singolare sequenza di processi all'uopo sperimentata, meglio conosciuta sotto la sigla ERM, ovvero Enterprise Risk Management. L'ERM può definirsi come l'insieme delle attività, procedure e metodologie realizzate per identificare efficacemente gli eventi che presentano non trascurabili probabilità di generare danni al patrimonio intangibile dell'impresa, sotto forma di decadimento dell'immagine aziendale e della perdita/diminuzione di reputazione vantata presso i sistemi di confine, ed agli assetsmateriali di sua proprietà, nella forma di sacrificio di beni per acquiescenza di diritti liquidatori/risarcitori altrui decretati dalle competenti autorità giudiziarie e/o conciliatorie/arbitrali. Gerarchicamente la funzione complianceè posizionata in corrispondenzadell'organo gestorio, a cui risponde direttamente per le sue attività e per i suoireporting.

Sulla base del noto principio di proporzionalità, la sua composizione può spaziaredalla monocraticità, con nomina del solo complianceofficer, alla collegialità, più omeno complessa ed a geometria variabile, con individuazione di posizioniorganizzative composte da elementi interni, cui affidare la responsabilità dellafunzione, compresi gli amministratori non esecutivi ed il personale appartenente astrutture organizzative diverse (cfr. ufficio legale) e professionisti esterni, tutti sempree comunque autorevoli, indipendenti ed estranei ad attività operative caratteristiched'impresa, con comprovate esperienze maturate in materia di revisione e controllo eduna robusta conoscenza del quadro normativo domestico e sovranazionale.L'elemento centrale gravitazionale intorno al quale ruotano la gran parte delleattività di compliance,come è noto, è identificato nel Modello Organizzativo dispensante/attenuantela responsabilità degli enti ex d.lgs. 231/2001.

di Giuseppe Tondi

[visualizza l'articolo completo]

LE RIVISTE

L'ULTIMO NUMERO

TUTTI I NUMERI

RICERCA ARTICOLI

E' possibile filtrare l'elenco degli articoli compilando i campi sottostanti.

Ricerca per ANNO:

Ricerca per AUTORE:

Ricerca per SEZIONE:

Ricerca per TESTO:


INDICE ANALITICO

LE RACCOLTE 231