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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Antiriciclaggio: gli obblighi del Collegio Sindacale

In campo internazionale, il Comitato di Basilea (Comitato per le regolamentazioni bancarie e le pratiche di vigilanza) alla fine del 1988, ha emanato una “dichiarazione di principi” diretta a prevenire l'utilizzo del sistema bancario internazionale a fini criminosi, imponendo alle banche procedure di identificazione della clientela e di conservazione della documentazione relativa alle operazioni svolte, al fine di facilitare le indagini dell'Autorità Giudiziaria su transazioni o movimenti di fondi di origine sospetta.

Inoltre, sin dal recepimento della direttiva n. 91/308/CEE con l'approvazione della legge 197/1991, i sindaci sono stati investiti di specifici compiti di vigilanza ai fini antiriciclaggio. L'articolo 10, legge 197/1991 in particolare dispone: “...ferme le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali, i sindaci degli intermediari di cui all'art. 4 vigilano sull'osservanza delle norme contenute nel presente decreto...”. Destinatari del precetto sono dunque i componenti del collegio sindacale, ad esempio di una banca o di una S.I.M. che devono verificare il rispetto della normativa in materia.

Medesimi obblighi investono i sindaci delle società che operano, ai sensi dell'art. 1 del Decreto Legislativo 25 settembre 1999, n. 374 nel settore del recupero dei crediti, custodia e trasporto di denaro contante, titoli e valori, agenzie di affari in mediazione immobiliare, commercio di cose antiche, esercizio di case d'asta o gallerie d'arte, gestione di case da gioco.

Tuttavia, il d.lgs. 231/2007, che ha recepito la Direttiva 2005/60/CE, ha espressamente abrogato l'art. 10, d.l. 143/1991 convertito nella legge 197/91. Analogamente è stato abrogato anche il d.lgs. 374/1999. L'art. 52, d.lgs. 231/2007 regolamenta gli attuali obblighi che investono gli organi di controllo (collegio sindacale, consiglio di sorveglianza ecc.) e che gli stessi devono osservare.

La responsabilità amministrativa da reato di cui al d.lgs. 231/2001 nell'ambito della disciplina antiriciclaggio, ad oggi, sicollega essenzialmente a tre norme: i) l'art. 63, comma 3, d.lgs. 231/2007 che introduce, nel d.lgs. 231/2001, l'art. 25-octies; ii) l'art. 52, d.lgs. 231/2007, che dà attuazione al principio delega che chiede di estendere i doveri del collegio sindacale, già previsti dall'art. 10 legge 197/1991; iii) l'art. 55 d.lgs. 231/2007 .L'art. 63, comma 3, d.lgs. 231/2007 introduce, pertanto, il principio di responsabilità diretta dell'Ente per il fatto commesso a suo vantaggio da soggetti in posizione apicale o da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di questi. La norma in esame punisce l'Ente con una sanzione amministrativa per le condotte penalmente rilevanti dai soggeti qualificati di cui all'art. 5, lett. a) e b), d.lgs. 231/2001 in esecuzione dei delitti di cui agli articoli: i) 648 c.p., ricettazione; ii) 648-bis c.p., riciclaggio; iii) 648-ter c.p., impiego di denaro, beni o altre utilità di provenienza illecita.



di Mario Leone Piccinni

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