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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La valutazione giudiziale dell'efficacia esimente dei Modelli Organizzativi: criteri e problematicità legate ai reati a struttura colposa

L'introduzione dei reati a struttura colposa (in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia ambientale) ha provocato, secondo alcuni autori, lo spostamento della valutazione giudiziale dei Modelli dal profilo “cartolare” (idoneità) a quello - concreto - dell'adozione ed attuazione, valorizzando in tal modo il principio di effettività anche in materia di responsabilità degli enti.

A tale proposito, mentre in relazione ai reati presupposto dolosi la difesa dell'ente avrà a riferimento la condotta tipica del reato medesimo, la struttura della fattispecie colposa sarà maggiormente articolata. Questo perché essa deriva non solo dalla condotta descritta nella norma penale ma, soprattutto, dall'interazione di questa con le singole regole cautelari, e ciò proprio in considerazione del fatto che mentre nelle fattispecie dolose l'evento tipizzato è voluto, in quelle colpose no. Ecco che pertanto l'introduzione dei reati presupposto a struttura (anche) colposa comporta, oltre ad una maggiore procedimentalizzazione dell'attività preventiva, anche una più vasta diffusione del rischio reato sotto un profilo soggettivo.

L'ente quindi dovrà provvedere da un lato ad un significativo ispessimento delle regole e delle procedure aziendali volte a contenere i rischi-reato e, dall'altro, ad un coinvolgimento - sotto il profilo formativo - della pressoché totalità del personale lavorativo. La valutazione giudiziale circa la sussistenza dell'esimente (o causa di esclusione della responsabilità) a favore della persona giuridica “imputata” avrà allora per criterio principe - soprattutto nei casi di Modelli Organizzativi “certificati” - non più (soltanto) il paradigma di idoneità, ma soprattutto la verifica della concreta attuazione delle procedure preventive adottate.

di Andrea Guerrerio

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