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Mer, 23 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Dai protocolli generali alle procedure operative

Fra i “documenti” aziendali, un ruolo di primo piano è certamente ricoperto dal Codice Etico. Come è noto, i codici etici sono documenti dell'ente che contengono e “ufficializzano” i criteri fondamentali di condotta ritenuti meritevoli dall'ente stesso e, per converso, quelli ritenuti riprovevoli. Tali codici mirano, infatti, a raccomandare, promuovere o vietare formalmente e ufficialmente determinati comportamenti, anche al di là ed indipendentemente da quanto previsto a livello normativo, e, specularmente, a individuarne di altri che vengono ritenuti degni di merito. Spesso specificano anche l'insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dell'ente nei confronti dei “portatori d'interesse” (dipendenti, fornitori, clienti, Pubblica Amministrazione, azionisti, mercato finanziario, ecc.), e prevedono sanzioni proporzionate alla gravità delle eventuali infrazioni commesse.

Ovviamente, nel codice etico che faccia parte di un Modello Organizzativo ex d.lgs. 231/2001 potranno essere espressamente vietate, in quanto ritenute contrarie allo stesso interesse dell'ente, le condotte integranti i reati, anche tentati, previsti dal predetto Decreto, con particolare riguardo alle fattispecie criminose che più appaiano correlabili alle attività dell'ente.

In ogni caso, né il codice etico né altre regole aziendali che operano su un analogo piano “di principio” possono esaurire di per sé i presidi di organizzazione, gestione e controllo dei Modelli Organizzativi: il Modello 231 “idoneo” dovrebbe infatti fondare la sua possibile efficacia esimente anche su altri elementi che servono a chiarire ed esplicitare la portata applicativa dei precetti generali nonché ad agevolare il controllo della loro osservanza: tra di essi, un ruolo primario è certamente quello delle “procedure”.

Una procedura è “l'insieme di norme da seguire agendo per un determinato fine. Il suo scopo è far sì che, in un determinato ambito, tutti gli operatori agiscano in modo uniforme e formalmente riconosciuto. In certi contesti e processi, tale aspetto è così importante che esistono Enti (nazionali ed internazionali) la cui missione istituzionale è proprio quella di redigere, formalizzare, mantenere, diffondere e controllare il rispetto di procedure unificate (vd. UNI, EN, ISO).

Le procedure scritte sono importanti anche per agevolare se non addirittura rendere concretamente possibile l'attività di controllo/vigilanza delle funzioni deputate allo scopo. In tale ottica, le procedure scritte costituiscono un punto di riferimento sia per gli operatori sia per i controllori; per chi deve eseguire il lavoro giornaliero; per i revisori interni dell'impresa che devono confermare o meno lo svolgersi del lavoro secondo standard prestabiliti dal management; ma soprattutto per i revisori esterni che devono certificare, a soci, amministratori e altri dirigenti dell'impresa, la correttezza organizzativa della società e il livello di controllo interno tendente alla minimizzazione di un dato “rischio”.



Dott. Fabio Ledda, dottore commercialista - Studio Ledda, Milano

di Fabio Ledda

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