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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Il sistema cautelare

Il d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 contempla una pluralità di misure cautelari interdittive volte a limitare direttamente l'attività dell'ente, ordinate secondo una tipologia che, riproducendo il contenuto delle sanzioni interdittive (elencate nell'art. 9, comma 2), crea un sistema di applicazione cautelare-processuale delle sanzioni anzidette. Sussistono, peraltro differenze di disciplina tra sanzione e misura cautelare, segnatamente in tema di applicazione congiunta (cfr. artt. 14, comma 3, e 46, comma 4) e di durata (v. artt. 13, 16 e 51).

Il sistema annovera poi misure cautelari patrimoniali, destinate, per evitare la dispersione del patrimonio, a colpire una cosa vincolandone la disponibilità: il sequestro preventivo ed il sequestro conservativo, che hanno finalità nettamente distinte, rispettivamente di prevenzione e di conservazione, oltre che carattere di strumentalità e provvisorietà.

Il sequestro preventivo si colloca sul fronte delle esigenze cautelari sostanziali perché mira ad elidere la libera disponibilità del prezzo o del profitto del reato il cui uso potrebbe permettere di aggravare o protrarre le conseguenze del reato medesimo ovvero di agevolare la commissione di altri reati.

Per il perseguimento delle medesime finalità è previsto, dal combinato disposto degli artt. 53 e 19, comma 2, che il sequestro preventivo possa anche avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato, qualora non sia possibile eseguire il sequestro (e, di riflesso, la confisca) di quest'ultimo, a dimostrazione che lo scopo perseguito dal legislatore è, in ogni caso, quello di paralizzare o ridurre l'attività dell'ente.

Il sequestro conservativo ha, invece, la finalità di evitare che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della sanzione pecuniaria, delle spese del procedimento e di ogni altra somma dovuta all'Erario dello Stato (art. 54).

Da questo sistema cautelare, resta esclusa la sola sanzione della pubblicazione della sentenza (art. 18), intrinsecamente inidonea ad essere utilizzata per esigenze cautelari.

Il sistema è per intero affidato alla competenza del giudice penale, al quale sono demandate sia le misure cautelari interdittive sia quelle patrimoniali, e ciò con riguardo tanto all'applicazione, quanto alle vicende evolutive successive (perenzione, revoca o altre ipotesi di estinzione, sospensione dell'esecuzione, modificazione delle modalità esecutive, sostituzione).



Dott. Renato BRICCHETTI, Consigliere Corte di Cassazione

di Renato Bricchetti

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