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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La nomina del commissario giudiziale in sede cautelare: il vademecum della Cassazione

La Cassazione, Sezione VI, nella sentenza 28 settembre 2011-22 novembre 2011, n. 43108, Ennaeuno s.p.a ha affermato che in occasione della nomina in sede cautelare del commissario giudiziale, il giudice deve indicare i “compiti ed i poteri” dello stesso, tenendo conto della specifica attività svolta dall'ente e della situazione in cui si trovava il vertice della società.

Nella specie, il tribunale del riesame, giudicando in sede di rinvio dopo un annullamento della Cassazione, aveva accolto l'appello del pubblico ministero proposto nei confronti del provvedimento del G.i.p. che aveva respinto la richiesta di applicazione nei confronti di una società, indagata per gli illeciti amministrativi di cui agli artt. 24 e 25-ter d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, della misura cautelare interdittiva prevista dall'art. 9, lett. d), dello stesso decreto, eventualmente da sostituirsi con la nomina di un commissario giudiziale. Per l'effetto, il tribunale aveva proceduto alla nomina del commissario.

Contro tale decisione ha proposto ricorso la società, censurando che la nomina era avvenuta senza la specificazione dei compiti e delle modalità attraverso cui questi dovevano essere svolti. La Corte ha accolto, sotto questo specifico profilo, il ricorso annullando con rinvio l'ordinanza del tribunale, con invito a specificare i compiti ed i poteri del commissario.

La sentenza contiene infine importanti, anche se non esaustive, puntualizzazioni in ordine ai presupposti che presiedono, in sede cautelare, la scelta di sostituire l'applicazione della misura cautelare interdittiva con la nomina del commissario giudiziale, come consentito in forza del combinato disposto degli artt. 45, comma 3, e 15 d.lgs. 231/2001.



Dott. Giuseppe Amato, Procuratore della Repubblica di Pinerolo

di Giuseppe Amato

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