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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Le Sezioni Unite certificano che i reati dei revisori dei conti non sono più il presupposto della responsabilità degli enti

Con la sentenza n. 34776 del 23 giugno 2011 (depositata il 22 settembre 2011) le Sezioni Unite hanno risolto, preventivamente, il potenziale contrasto interpretativo sulla permanenza nei cataloghi presupposto della responsabilità degli enti dei reati dei revisori dei conti. In altri termini il Supremo Collegio ha precisato che il reato previsto nel TUF non è mai stato presupposto della responsabilità amministrativa degli enti e che pertanto il fenomeno di novazione legislativa che lo ha interessato è accadimento del tutto irrilevante.

Nel caso in esame, il Giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Milano, con sentenza del 3 novembre 2010, aveva prosciolto una nota società di revisione in riferimento all'illecito contestatole ai sensi dell'art. 25-ter d.lgs. 231/2001 in relazione al reato di falso in revisione commesso da un socio della medesima, nonché responsabile della revisione, nel corso dell'attività di revisione di una società quotata. Nella menzionata sentenza di proscioglimento il giudice di merito osservava come il d.lgs. 39/2010 avesse abrogato sia l'art. 2624 c.c. che l'art. 174-bis TUF e, come già illustrato, ne avesse sostanzialmente replicato i relativi contenuti nell'art. 27 dello stesso testo normativo. Tale disposizione, proseguiva il g.u.p. milanese, non è però inserita nell'elenco previsto dall'art. 25-ter del d.lgs. 231/2001 (o da altro articolo dello stesso decreto) e al quale, attraverso il rinvio alle relative norme incriminatici, è affidato il compito di definire il catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti. Responsabilità che è governata dal principio di legalità previsto dall'art. 2 dello stesso decreto, con la conseguenza che la stessa non sarebbe configurabile in relazione ai reati introdotti nell'art. 27 d.lgs. 39/2010 in assenza di una espressa previsione legislativa che li elevi a presupposto dell'illecito addebitabile alla persona giuridica, atteso che la configurazione normativa del suddetto principio investe sia la fattispecie ascrittiva della responsabilità dell'ente nei suoi profili soggettivi ed oggettivi, sia il reato che ne costituisce il presupposto.



Dr. Luca Pistorelli, Magistrato dell'Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione

di Luca Pistorelli

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