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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La corruzione privata: cenni di disciplina vigente e alcuni spunti per una prospettiva di riforma

Seppure il tema della corruzione privata sia di grande attualità e l'Unione Europea abbia da tempo richiesto agli Stati membri di sanzionare penalmente la anche tale fenomeno, il Disegno di Legge n. S. 2156 del 4 maggio 2011 (D.D.L. “Alfano”), approvato dal Senato il 15 giugno 2011 ed attualmente in corso di esame alla Camera, tralascia di occuparsene , limitandosi a regolare il reato di corruzione pubblica.

A tale proposito, con la decisione quadro del 22 luglio 2003, 2003/568/GAI, è stato previsto l'obbligo di incriminare anche gli enti, allorché siano compiute nell'ambito di attività professionali, le condotte corruttive di “promettere, offrire o concedere, direttamente o tramite un intermediario, un indebito vantaggio di qualsiasi natura ad una persona, per essa stessa o per un terzo, che svolge funzioni direttive o lavorative di qualsiasi tipo per conto di un'entità del settore privato, affinché essa compia o ometta un atto in violazione di un dovere”, oppure di “sollecitare o ricevere, direttamente o tramite un intermediario, un indebito vantaggio di qualsiasi natura, oppure accettare la promessa di tale vantaggio, per sé o per un terzo, nello svolgimento di funzioni direttive o lavorative di qualsiasi tipo per conto di un'entità del settore privato, per compiere o per omettere un atto, in violazione di un dovere”. Il bene giuridico che la decisione quadro sembra aver inteso tutelare principalmente è di natura pubblicistica, ovvero la libera concorrenza sul mercato. Nell'ordinamento italiano - va tuttavia precisato - la corruzione privata è disciplinata a livello legislativo, anche se manca una norma generale. Fattispecie particolari di corruzione privata si rinvengono infatti sparse nei codici penale e civile ed in alcune leggi di settore.

Sarebbe quindi auspicabile anzitutto una riforma legislativa di attuazione della decisione quadro del 22 luglio 2003, 2003/568/GAI, che faccia chiarezza rispetto alle discipline settoriali vigenti, secondo un'impostazione organica che renda non opinabile in quali ipotesi scatti la responsabilità degli enti secondo il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Merita infine ricordare che, nel 2010, il Regno Unito ha riformato la preesistente normativa in materia di corruzione, con l'adozione del Bribery Act, che sanziona anche la corruzione privata e potenzialmente anche atti corruttivi pubblici e privati posti in essere in Italia.



Avv. Giorgio Altieri, Partner Dipartimento Criminal & Corporate Compliance Tonucci & Partners

di Giorgio Altieri

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