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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Modello organizzativo e reati ambientali: luci e ombre dopo la riforma nel rapporto con il Testo Unico sull'ambiente

Il lungo cammino del d.lgs. 231/2001, per quanto concerne l'inserimento dei reati ambientali nell'alveo delle fattispecie dalle quali può derivare una responsabilità dell'Ente, pare oggi giunto al termine. Il decreto legislativo 121 del 7 luglio 2011, pubblicato in G.U. del 1 agosto 2011, serie generale n. 177, ha infatti posto fine al travagliato percorso di inserimento dei reati ambientali nel novero dei reati presupposto.

Nella relazione illustrativa al d.lgs. 121/2011 viene evidenziato che la direttiva 2008/99/Ce ha individuato come principale strumento di lotta contro le violazioni ambientali gravi il diritto penale, vincolando quindi tutti gli stati membri ad “adottare sanzioni penali effettive , proporzionate e dissuasive”. La direttiva individua inoltre le principali aree di interesse (aria, acqua, rifiuti, emissioni), prevedendo che le persone giuridiche possano essere dichiarate responsabili dei reati ivi previsti quando gli stessi siano stati commessi a loro vantaggio da qualsiasi soggetto che detenga una posizione preminente in seno alla persona giuridica, individualmente o in quanto parte di un organo della persona giuridica medesima.

L'inserimento dei reati ambientali nell'ambito del sistema 231/2001 ad opera del d.lgs. 121/2011 non è tuttavia stato accompagnato dalla previsione di indicazioni espresse e specifiche sul piano procedurale. Di conseguenza, è indispensabile ricostruire il quadro generale desumibile dal sistema delineato dal d.lgs. 231/2001 e verificarne il concreto ambito di applicazione in relazione alle ipotesi di reato indicate dal d.lgs. 121/2011 quali reato “presupposto” della responsabilità degli enti non soltanto sul piano teorico, quanto - soprattutto- tenendo conto delle indicazioni che provengono dal diritto “vivente” del settore di specie.





Avv. Maurizio Bortolotto, avvocato in Torino

Dott. Cesare Parodi, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino

di Maurizio Bortolotto e Cesare Parodi

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