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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Responsabilità degli enti e corruzione in atti giudiziari: profitto dell’ente e principio di legalità. (Commento a Cass., sez. VI, 18 gennaio-12 aprile 2011, n. 14564)

La sezione VI della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14565/2011, ha affermato che, «in tema di responsabilità da reato degli enti, la sanzione della confisca del profitto del reato presupposto è applicabile esclusivamente quando la data di consumazione di quest'ultimo è successiva a quella dell'entrata in vigore del d.lgs. 231/2001, risultando invece irrilevante il momento in cui il suddetto profitto è stato in tutto od in parte effettivamente conseguito» (massima ufficiale n. 249379).

Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, la difesa lamentava la violazione del “principio di legalità della pena”, dal momento che il reato-presupposto della responsabilità dell'ente era stato posto in essere prima dell'entrata in vigore del d.lgs. 231/2001 ed il profitto perseguito dal corruttore, consistente nell'aggiudicazione di un immobile ad un prezzo di favore, risultava realizzato sicuramente prima del 2001.

Nell'esaminare la questione, la Corte si è concentrata innanzitutto sul momento consumativo del delitto di corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.), la cui astratta configurabilità nel caso di specie - salva la necessaria verifica nel merito della fondatezza delle accuse - appariva tuttavia pacifica. Il Supremo collegio ha di conseguenza condiviso e ribadito l'interpretazione giurisprudenziale maggioritaria, facendo ricorso alla categoria del “duplice schema”, secondo cui il reato di corruzione, nelle varie forme in cui è disciplinato, può attuarsi attraverso due distinte ed autonome ipotesi fattuali, quella della dazione, e quella della promessa accettata.

La Corte ha altresì ribadito che la corruzione non è un reato a consumazione prolungata, bensì «un reato cd. progressivo, che si consuma (...) solo con l'accettazione della promessa e il ricevimento dell'utilità, con la specificazione che il conseguimento dell'utilità è solo un elemento dello schema della fattispecie complessa principale, che determina la consumazione del reato»

di Sergio Beltrani

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