Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Mer, 30 Set 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La responsabilità degli enti per i delitti tributari dopo le SS.UU. 1235/10

Benché i reati fiscali non siano contemplati tra i delitti che fondano la responsabilità da reato degli enti, è tuttavia frequente il loro coinvolgimento da parte della giurisprudenza in relazione alle sanzioni per i delitti tributari.

La disamina della giurisprudenza penale tributaria dimostra infatti come il dogma della irresponsabilità dell'ente per i delitti fiscali sia fortemente vulnerato, senza tuttavia violare il principio di tipicità della responsabilità amministrativa da reato. L'art. 1, comma 143, legge 24 dicembre 2007, n. 244, introduce infatti una forma di sanzione “oggettiva” per l'ente che abbia tratto vantaggio dalla commissione di un reato fiscale, la quale consente di raggiungere risultati analoghi a quelli della confisca prevista dall'art. 19 d.lgs. 231/2001.

Il primo tentativo di coinvolgimento dell'ente nella responsabilità per i delitti tributari è stato operato valorizzando i rapporti tra i delitti di frode fiscale ed il delitto di truffa ai danni dello Stato e, segnatamente, la previsione dell'art. 24, d.lgs. 231/2001 che contempla tale delitto quale fondamento della responsabilità da reato dell'ente.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno tuttavia recentemente statuito che tra le fattispecie penali tributarie di frode fiscale ed il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato vi è un rapporto di specialità e, pertanto, non è ammissibile il concorso delle medesime, in quanto qualsiasi condotta fraudolenta diretta alla evasione fiscale esaurisce il proprio disvalore penale all'interno del quadro delineato dalla normativa speciale tributaria.

Infine, il coinvolgimento dell'ente nella responsabilità per i delitti tributari è stato altresì perseguito (con maggiore successo) ricorrendo alla fattispecie di cui all'art. 24-ter, d.lgs. 231/2001, che ha esteso, tra l'altro, la responsabilità da reato degli enti anche alle ipotesi di delitti di associazione a delinquere.

In conclusione, è evidente come un' ulteriore forma di coinvolgimento degli enti nelle sanzioni per i reati fiscali, estranea all'ordito del d.lgs. 231/2001, stia emergendo in giurisprudenza attraverso il ricorso alla cd. confisca tributaria, che consente di sottrarre il vantaggio patrimoniale che la condotta criminosa ha garantito all'evasore. La Corte ha - a tale proposito -statuito che l'integrale rinvio alle “disposizioni di cui all'articolo 322-ter del codice penale”, contenuto nell'art. 1, comma 143, legge 244/2007, consente di affermare che, “con riferimento ai reati tributari, trova applicazione non solo il primo ma anche il secondo comma della norma codicistica, riferito al profitto del reato che nei delitti di frode fiscale deve essere quantificato in una somma corrispondente all'imposta evasa”.

di Fabrizio D'Arcangelo

[visualizza l'articolo completo]

LE RIVISTE

L'ULTIMO NUMERO

TUTTI I NUMERI

RICERCA ARTICOLI

E' possibile filtrare l'elenco degli articoli compilando i campi sottostanti.

Ricerca per ANNO:

Ricerca per AUTORE:

Ricerca per SEZIONE:

Ricerca per TESTO:


INDICE ANALITICO

LE RACCOLTE 231