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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L'entrata in vigore del UK Bribery Act. Un confronto fra le Guideline inglesi e le Linee Guida Confindustria per l'attuazione del d.lgs. 231/2001

L'8 aprile 2010 è stato approvato in via definitiva il “Bribery Act” 2010 con l'obiettivo di allineare il diritto interno del Regno unito agli standards internazionali in materia di corruzione e di responsabilità delle imprese conseguenti alla consumazione di tale reato.

Fra le innovazioni prodotte, il BA introduce, con la Sezione 7, un nuovo reato in materia di corruzione (sinora sconosciuto sia alla common che alla statute law) riferibile alle commercial organizations, ovvero la “failure of commercial organisations to prevent bribery”: il reato a carico delle Società si verifica se una persona svolgendo attività per suo conto, commette il reato di corruzione al fine di ottenere o mantenere affari o vantaggi per il business della stessa società. La società non sarà tuttavia ritenuta responsabile per le azioni delle “associated persons” se riuscirà a dimostrare di aver adottato procedure adeguate (“adequate procedures”) alla prevenzione della corruzione.

Il BA, opera sia per le società britanniche sia, in virtù del principio dell'extra-territorialità, per le società britanniche operanti fuori dal Regno Unito e per le società non britanniche che svolgono attività o una parte dell'attività nel Regno Unito, indipendentemente dal luogo in cui la società è stata costituita e dal luogo in cui è commesso il reato di corruzione.

Dal confronto che può effettuarsi tra le Guideline inglesi e le Linee Guida di Confindustria, pare potersi affermare che i punti di contatto siano sempre più numerosi. Ecco che pertanto, con particolare riferimento all'assetto procedurale, per le società multinazionali italiane che hanno già adottato policy focalizzate sulla compliance con il d.lgs. 231/2001 è auspicabile un'analisi delle differenze tra il d.lgs. 231/2001 e il BA, con l'ausilio delle Guideline inglesi, al fine di determinare quali cambiamenti, se del caso, sia conveniente apportare.

di Angelo Tresoldi e Ermelindo Lungaro

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