Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Mer, 27 Gen 2021
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2021
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La circolazione del modello 231: la responsabilità da reato delle persone giuridiche in Cile

Il 7 maggio 2010, con il deposito dello strumento di ratifica, il Cile è diventato il primo paese sudamericano ad accedere all'OCSE. In tale occasione, considerate le analogie tra l'ordinamento cileno e quello italiano (entrambi paesi di civil law informati al tradizionale principio societas delinquere non potest), il Segretariato del. Working group on bribery -WGB - ha predisposto una missione di assistenza tecnica, nel corso della quale è stato illustrato alle autorità cilene il modello di responsabilità degli enti previsto dal d.lgs. 231/2001, con particolare riguardo ai criteri per l'attribuzione della responsabilità all'ente ed ai fondamenti della cd. colpa di organizzazione.

Il primo punto in comune è costituito dal fatto che anche la Ley 20.393 opta per il principio di specialità della responsabilità da reato degli enti, prevedendo che questa sia possibile solo e soltanto per i delitti espressamente previsti dalla legge, che costituiscono dunque un numerus clausus. Quanto al campo di applicazione soggettivo, la responsabilità si estende, oltre che a tutte le persone giuridiche di diritto privato, anche alle empresas del Estado, categoria che ricomprende sia le imprese create dallo stato, sia le imprese da questo controllate. Infine, anche il modello cileno è informato al principio dell' autonomia della responsabilità dell'ente rispetto a quella della persona fisica, in termini sostanzialmente sovrapponibili a quanto previsto dall'art. 8 del d.lgs. 231/2001.

Nel sistema della Ley 20.393, così come nel modello italiano, l'adozione di un modello di prevenzione è solo formalmente facoltativa da parte dell'ente. Di fatto, l'adozione del modello appare sostanzialmente imposta, una volta che si considerino le conseguenze derivanti dalla mancata adozione.

Quanto alla procedura, il modello cileno ha recepito l'impianto teorico del d.lgs. 231/2001, prevedendo che le indagini per accertare la responsabilità penale dell'ente siano svolte dall'ufficio del pubblico ministero, e che il procedimento sia regolato - oltre che dalle disposizioni speciali dettate dalla Ley 20.393 medesima - dalle disposizioni generali dettate dal codice di procedura penale.

di Fabrizio Gandini

[visualizza l'articolo completo]

LE RIVISTE

L'ULTIMO NUMERO

TUTTI I NUMERI

RICERCA ARTICOLI

E' possibile filtrare l'elenco degli articoli compilando i campi sottostanti.

Ricerca per ANNO:

Ricerca per AUTORE:

Ricerca per SEZIONE:

Ricerca per TESTO:


INDICE ANALITICO

LE RACCOLTE 231