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Mer, 30 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Prospettive evolutive della responsabilità da reato degli enti collettivi

Nell' evoluzione del sistema della responsabilità amministrativa degli enti, le questioni centrali sono essenzialmente tre: i) la precisa consistenza e la reale potenzialità applicativa della causa di non punibilità prevista dall'art. 6 del decreto, relativa ai reati commessi dai soggetti in posizione apicale; ii) la compatibilità della responsabilità dell'ente per reato colposo con il criterio “oggettivo” dell'interesse o vantaggio sancito dall'art. 5; iii) la necessità di superare l'intrinseca incoerenza tra l'art. 8, nella parte in cui sancisce l'“autonomia” della responsabilità degli enti rispetto all'individuazione della persona fisica autrice del reato, e il complesso dei criteri d'imputazione riassunti negli articoli da 5 a 7.

Ragionando sull'argomento, emerge come un soddisfacente e definitivo sistema di responsabilità da reato delle persone giuridiche dovrebbe articolarsi in tre distinti livelli. I primi due dovrebbero restare legati al presupposto della responsabilità individuale, esaltando la diversità di regime d'imputazione connesso alla posizione “apicale” o “subordinata” dell'autore del reato ( per il soggetto in posizione apicale colpevolezza individuale e “d'impresa” si sovrappongono, facendo passare in secondo piano l' (assenza di) colpa d'organizzazione). Per i soggetti in posizione subordinata, può invece continuare a valere il modello contenuto nell'art. 7.

Infine, l'auspicato riferimento legislativo ad una responsabilità dell'ente indipendente dalla colpevolezza individuale introdurrebbe una figura di illecito,in cui la colpa d'organizzazione (a questo punto “pura”) non si affiancherebbe più ad un reato integralmente riferibile ad un autore individuale, ma qualificherebbe il solo evento criminoso.

di Giancarlo de Vero

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