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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La gestione dinamica del rischio

La Norma ISO 31000 “Gestione del rischio”, pubblicata in Italia nel novembre 2010 come norma UNI ISO 31000, fornisce principi e linee guida generali sulla gestione del rischio.

Tale Norma è destinata a qualsiasi impresa pubblica, privata o sociale, associazione, gruppo o individuo; non è pertanto specifica per alcuna industria o settore ed è applicabile a qualsiasi tipo di rischio, quali che siano la sua natura e le sue possibili conseguenze, positive o negative. Essa stabilisce alcuni principi che sono alla base della gestione e dà indicazioni circa la struttura capace di integrare il processo di gestione del rischio nella governance complessiva dell'organizzazione; tale integrazione riguarda quindi la strategia, la pianificazione nella gestione, e ha riflessi con i valori e la cultura propri dell'organizzazione.

E' infatti importante che questa struttura contribuisca in modo efficace ed efficiente a gestire il rischio e che questo sia gestito in maniera coerente in tutta l'organizzazione.

Secondo questa Norma, per rischio si intende “l'effetto dell'incertezza sugli obiettivi”, cioè lo scostamento, in termini sia positivi, sia negativi, da quanto atteso per gli obiettivi e i loro differenti aspetti, quali quelli finanziari, di salute e sicurezza, ambientali, eccetera, dovuto alla mancanza di informazioni relative alla comprensione o alla conoscenza del verificarsi o il modificarsi di un particolare insieme di circostanze, alle relative conseguenze così come alla plausibilità del loro accadimento.

Il rischio è dovuto al concorso di almeno tre entità: (i) gli obiettivi, (ii) il pericolo, cioè la minaccia al loro raggiungimento e quindi il potenziale danno, (iii) la probabilità di avverarsi (cioè possibilità diversa da zero) della minaccia stessa e del relativo danno che ne consegue.

La gestione dinamica del rischio, quindi, è frutto di un cambiamento culturale. Si tratta di un approccio volto non a difendere l'organizzazione da possibili contestazioni dell'Autorità, dei clienti o degli azionisti, ma a governare i processi propri dell'organizzazione per il raggiungimento effettivo degli obiettivi, la cui definizione tiene conto dei requisiti cogenti e contrattuali.

di Fabrizio Romolotti

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