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Dom, 27 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Gruppi, attività e rapporti infragruppo nel sistema 231

Un gruppo aziendale è comunemente definito come un insieme di unità tra loro autonome dal punto di vista giuridico, assoggettate ad un unico soggetto economico. Nel testo dello schema di DDL di modifica del D.Lgs. 231/01 predisposto dall'AREL, tra le modifiche previste al decreto 231, quella proposta all'articolo 1, comma 2, tende a dare rilievo a tale fenomeno. L'intenzione e il senso di tale modifica è far sì che “[...] i modelli di cui alla lett. a) del comma 1, devono: a) dar conto dell'effettiva organizzazione dell'ente in rapporto all'estensione dei poteri delegati e all'eventuale esistenza di un'attività di direzione e coordinamento, nonché far risultare i criteri utilizzati in sede di progettazione e di definizione dei contenuti del Modello”.

Il nostro Legislatore non fornisce una definizione organica di gruppo aziendale, ma sviluppa l'argomento trattando il tema del controllo, definendo quindi cosa si intende per società “controllante”, ovvero: (i) società che detengono in un'altra società la maggioranza dei voti dell'assemblea ordinaria; (ii) società che dispongono di voti sufficienti per esercitare l'influenza dominante sempre in assemblea ordinaria; (iii) società che controllano un'altra società per vincoli contrattuali.

Nella pratica societaria, il gruppo di società può pertanto dirsi un'aggregazione di imprese formalmente e giuridicamente autonome e indipendenti l'una dall'altra, ma assoggettate a una medesima direzione economica.

Tuttavia, come per le disposizioni di diritto commerciale, anche quelle contenute nel D.Lgs. 231/01 sono orientate alla disciplina delle società singolarmente considerate, isolate dal contesto di gruppo.

Le Linee Guida emanate da Confindustria dedicano una moderata attenzione alle peculiarità relative alle imprese facenti parte di un Gruppo. Il paragrafo 4.4., rubricato “L'Organismo di Vigilanza nei gruppi di imprese”, in effetti rimarca che “un cenno meritano anche le complesse problematiche che il D.Lgs. 231/01 può presentare nell'ambito dei gruppi di imprese”.

Relativamente ai servizi resi infragruppo, la responsabilità dell'ente ai sensi del D.Lgs. 231/01 permane anche laddove lo stesso abbia proceduto a esternalizzare talune attività che sono da ritenersi sensibili; sulla base di tale assunto, anche le attività esternalizzate rappresentano pertanto aree foriere di rischio. Al fine di costruire un presidio di controllo, dal lato del committente, specifico per i dettami del D.Lgs. 231/01, tutti i contratti di fornitura di servizi infragruppo vanno corredati da clausole che richiamano il fornitore al rispetto del Modello e del Codice Etico del committente.

di Patrizia Ghini

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