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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Confisca e sequestro preventivo: vecchi arnesi interpretativi e nuove frontiere di legalità

Data la sua vocazione all'utile e al profitto, l'attività imprenditoriale è da sempre obiettivo delle politiche legislative di contrasto della criminalità degli affari, che puntano alla sottrazione del vantaggio acquisito con il reato.

Tra gli strumenti “penalistici” annoverati dalla normativa sulla responsabilità da reato degli enti, i più incisivi - e per questo più temuti - si sono rivelati essere, sul versante sanzionatorio, la confisca del prezzo o del profitto del reato e, su quello cautelare, il sequestro preventivo dei beni di cui è consentita l'ablazione stessa.

La Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno entrambe affermato l'impossibilità di elaborare un concetto di confisca astratto, evidenziando la necessità di riferirsi allo specifico contesto normativo di appartenenza, per rintracciarne la ratio, i connotati distintivi e le peculiari cadenze applicative.

Di conseguenza, la confisca potrà assumere la veste tradizionale di misura di sicurezza o di vera e propria pena. A tale fine, nel quadro normativo del 2001 sono state inserite quattro rappresentazioni differenti dell'istituto della confisca.

Per quanto attiene invece il sequestro preventivo, dalla lettura dell'articolo 53 del decreto emerge come il vincolo sulla res sia strettamente funzionale alla piena concretizzazione del provvedimento di confisca di cui all'articolo 19; a tale proposito, la locuzione preventivo assume pertanto una valenza di tipo temporale.

L'anticipazione del vincolo sulle cose delle quali, una volta accertato nel merito l'illecito amministrativo dipendente da reato, sarà possibile eseguire la confisca, impedendo così la sottrazione o la dispersione delle medesime, appare come il ruolo più consono - nel sistema - attribuibile allo strumento in esame.

Il provvedimento di sequestro preventivo richiede un triplice ordine di accertamenti, ovvero (i) che vi sia un concreto ed accertato pericolo di dispersione dell'oggetto della confisca; (ii) che sussista, in secondo luogo, un'apprezzabile probabilità di giungere a una sentenza di condanna dell'ente; (iii) che la natura del bene oggetto di apprensione, in sede cautelare, sia rappresentata dal prezzo o dal profitto del reato.

Infine, il problema della appartenenza dei beni da sequestrare in via preventiva, e in seguito da sottoporre a confisca, è stato sbrigativamente risolto dalla giurisprudenza, facendo ricorso al principio solidaristico - in tema di sanzioni - in nome del quale sarebbe del tutto indifferente la proprietà del patrimonio (della persona fisica o dell'ente) da apprendere in maniera coattiva.

di Alessandro Bernasconi

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