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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Il self reporting nel Bribery Act del sistema britannico e la collaborazione dell'ente nel processo penale ex d.lgs. 231/2001

L'entrata in vigore del UK Bribery Act conferisce nuovo vigore all'interesse nei confronti della responsabilità penale delle società nel sistema britannico.

Congiuntamente alle Linee Guida, gli uffici del Director of the Serious Fraud Office e del Director of Public Prosecutions hanno pubblicato il documento denominato “Bribery Act 2010: Joint prosecution guidance of the Director of the Serious Fraud Office and the Director of Publis Prosecutions”(di seguito “Prosecution Guidance”), il quale fornisce indicazioni metodologiche in relazione all'approccio inquisitorio delle magistrature britanniche ai reati previsti nel Bribery Act.

Uno tra gli aspetti più interessanti del sistema inquisitorio Britannico, richiamato anche nella Prosecution Guidance, è la collaborazione pro-attiva delle società con le agenzie investigative, in particolare per quanto attiene le condotte sanzionate dal Bribery Act, con il Serious Fraud Office e l'utilizzo dello strumento dell'auto-denuncia.

A tale proposito, il Serious Fraud Office (SFO) ha pubblicato un documento denominato “Approach of the Serious Fraud Office to dealing with overseas corruption” nel quale, in qualità di principale agenzia investigativa per i reati previsti dal Bribery Act, fornisce chiara indicazione delle implicazioni vantaggiose del cd. “self reporting” per le ipotesi di corruzione di pubblico ufficiale straniero e non.

In relazione all'eventuale informativa alle autorità, le tempistiche per l'auto-denuncia saranno fondamentali in quanto un self-reporting tempestivo verrà valutato positivamente dal SFO.

Per quanto riguarda il contesto italiano, il D.Lgs. 231/01 non contiene un'espressa menzione (né, tanto meno, una regolamentazione) del self reporting in favore dell'Autorità Giudiziaria (o di altra Autorità che abbia l'obbligo di riferire ad essa), ma sono tuttavia considerate rilevanti alcune condotte dell'ente, successive alla commissione di un reato-presupposto, tipicamente riparatorie e preventive.

In ogni caso, un'eventuale denuncia del reato da parte dell'ente, dal momento che dalla stessa potrebbe derivare una sua incriminazione, sarebbe un chiaro sintomo di trasparenza, diligenza gestionale e volontà di rispetto della legge, circostanza che dovrebbe avere un impatto rilevante in relazione ad eventuali incidenti cautelari.

In altri termini, il PM potrebbe essere indotto a non chiedere misure e, in ogni caso, il giudice, nell'apprezzare la dissociazione sostanziale dal reato, potrebbe escludere la “pericolosità” dell'ente, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 45.

di Ombretta Faggiano e Maurizio Arena

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