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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L'applicazione di sanzioni interdittive e cautelari al reato di corruzione internazionale

La Corte di Cassazione torna sul tema dell'ambito applicativo delle sanzioni interdittive all'ente colpevole.

Nel caso di specie, la Corte ritiene di applicare sanzioni interdittive anche in presenza del reato presupposto dell'art. 322-bis c.p. (cd. «corruzione internazionale»), nonostante l'art. 25, co. 4, D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 menzioni espressamente soltanto le sanzioni pecuniarie per questa fattispecie e nonostante il successivo comma 5 preveda l'applicazione di misure interdittive «nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nei commi 2 e 3», e cioè per le sole ipotesi base di corruzione.

Tale lettura estensiva, secondo i giudici di legittimità, parrebbe accreditata da due ordini di ragioni. Innanzitutto, il richiamo contenuto nell'art. 25, comma 5 deve considerarsi rivolto sia alle ipotesi base di corruzione indicate nei commi 2 e 3, sia alle «estensioni soggettive» contemplate nel comma 4 e, di riflesso, negli artt. 320 e 322-bis c.p.

Argomentando diversamente, peraltro, si arriverebbe ad escludere l'applicazione delle sanzioni interdittive anche quando il corrotto sia un incaricato di pubblico servizio (art. 320 c.p.).

In secondo luogo, ad avviso della Corte, il richiamo dell'art. 25, co. 4 deve intendersi esclusivamente finalizzato alla estensione soggettiva dell'ambito applicativo dei delitti menzionati nei commi precedenti anche alle figure previste dagli artt. 320 c.p. e 322-bis c.p..

Riguardo alle difficoltà concrete nell'esecuzione - per le quali è necessario il coinvolgimento di pubbliche amministrazioni straniere sulle quali il giudice italiano non ha giurisdizione - la Suprema Corte ritiene comunque tali misure interdittive idonee a intervenire su situazioni relative a fatti di corruzione internazionale: sarà il giudice di merito a dover operare una scelta opportuna tra quelle misure che non comportano, in fase esecutiva, il coinvolgimento di organismi stranieri.

di Massimo Montesano

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