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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Il rischio di riciclaggio come rischio operativo

La compliance antiriclaggio introdotta dal D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231 obbliga di fatto gli istituti di credito ad inserire nei Modelli Organizzativi i presidi necessari per evitare il cd. lavaggio del denaro.

La sentenza qui pubblicata chiarisce la portata degli estremi del reato di riciclaggio dell'art. 648-bis c.p., e ciò suggerisce qualche riflessione connessa agli obblighi di conformità imposti dal decreto appena citato e dal D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231.

In primo luogo, nel caso di specie, la Corte ha individuato l'esistenza del reato presupposto nella mancata giustificazione di una serie di operazioni bancarie senza alcun ragionevole fine. Dal punto di vista dell'istituto di credito, oltre alla verifica dei cd. indicatori di anomalia, la movimentazione di una ingente quantità di denaro effettuata in un determinato lasso di tempo e senza precise finalità pare giustificare una segnalazione alla Banca d'Italia ai sensi del D.Lgs. 231/07.

Sotto il profilo della responsabilità amministrativa dell'ente, il funzionario di banca che, consapevole della provenienza delittuosa del denaro e in accordo con i riciclatori effettui le operazioni richieste, concorre nel reato di riciclaggio ed espone l'istituto a responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01.

In secondo luogo, la Corte ha precisato che può bastare il ricorso alla prova indiziaria per dimostrare la consapevolezza del soggetto attivo del reato circa la provenienza illecita dei fondi e che il dolo richiesto dall'art. 648-bis è un dolo generico, che comprende la volontà di compiere le attività tese a impedire l'identificazione della provenienza delittuosa di beni o di altre utilità e la consapevolezza di tale provenienza.

Sotto il profilo della responsabilità amministrativa dell'istituto di credito, l'accertamento della mancanza di dolo nella condotta del dipendente che ha omesso la segnalazione dell'operazione sospetta fa venir meno l'applicabilità dell'art. 648-bis c.p., ma non l'eventuale sanzione amministrativa per omessa segnalazione ai sensi del D.Lgs. 231/07.

di Ranieri Razzante

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