Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Dom, 27 Set 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Responsabilità per falso in bilancio e determinazione del profitto confiscabile ala luce della recente sentenza del Tribunale di Milano sul caso Italease

La sentenza del Tribunale di Milano sul “caso Italease” è interessante sia in relazione al tipo di condotte, sia in relazione ai reati contestati, commessi da apicali con violazione degli obblighi di diligenza primari.

Le imputazioni riguardavano condotte differenti: dall'ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza, al falso in bilancio, all'aggiotaggio.

Tali condotte erano finalizzate a fornire una ricostruzione ottimistica della situazione economica della Banca, con cui si nascondeva l'elevato margine di rischio che via via l'istituto assumeva nei confronti di terzi.

Di conseguenza, si determinava una variazione in positivo del prezzo del titolo, a fronte di un'apparente mancanza di rischio. Inoltre - trattandosi di società quotata - i titoli azionari venivano regolarmente movimentati sul mercato.

In relazione al reato di manipolazione del mercato, l'estensore ha rigettato la domanda della difesa in ragione della mancata determinazione e determinabilità (allo stato delle acquisizioni) dell'entità del profitto indebitamente lucrato.

L'estensore ha infatti escluso, da una parte, la possibilità di quantificare il profitto conseguito dall'ente quale conseguenza della manipolazione del mercato avente ad oggetto il valore (borsistico) dei propri titoli. Dall'altra ha parametrato la confisca ai mancati accantonamenti di bilancio.

In relazione alle false comunicazioni sociali, ha rilevato che una ricognizione anche sommaria su una piccola parte di clienti verso i quali la banca imputata era esposta per contratti derivati avrebbe consentito di rilevare l'irrecuperabilità di un'ampia fetta di crediti, evidenziando che “l'inadeguata rettifica per rischio di controparte, pertanto, ha consentito alla banca di lucrare (e di rendere liquida) una somma dell'importo corrispondente a quella che si sarebbe dovuta indicare in bilancio quale congrua rettifica per rischio di controparte e che sarebbe risultata vincolata ex lege e non altrimenti disponibile per l'ente”.

di Vincenzo Tutinelli

[visualizza l'articolo completo]

LE RIVISTE

L'ULTIMO NUMERO

TUTTI I NUMERI

RICERCA ARTICOLI

E' possibile filtrare l'elenco degli articoli compilando i campi sottostanti.

Ricerca per ANNO:

Ricerca per AUTORE:

Ricerca per SEZIONE:

Ricerca per TESTO:


INDICE ANALITICO

LE RACCOLTE 231