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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Le società partecipate rispondono dell'illecito amministrativo?

La disciplina sanzionatoria in tema di responsabilità amministrativa degli enti si applica anche alle società per azioni a partecipazione pubblica costituite dall'ente territoriale per lo svolgimento di un pubblico servizio.

Lo ha affermato la Cassazione, Sezione VI, nella sentenza 26.10.2010-10.1.2011 n. 234, nella quale è stata ritenuta applicabile la misura cautelare interdittiva nei confronti di una società per azioni costituita dai Comuni di una Provincia per la gestione integrata e integrale dei rifiuti.

In questa prospettiva diventa decisivo apprezzare se, da tale affermazione di principio, possa derivare una deroga al disposto dell'art. 1, comma 3, D.Lgs. 231/01, in virtù del quale vengono esclusi dall'applicazione della normativa gli enti che svolgono “funzioni di rilievo costituzionale”. Nella suddetta occasione, la Corte ha altresì precisato che la natura pubblicistica di un ente è condizione necessaria, ma non sufficiente, all'esonero dalla disciplina de qua, dovendo altresì concorrere la condizione che l'ente medesimo non svolga attività economica.

Sul punto, la Cassazione ha richiamato gli argomenti già sviluppati in una recente decisione, laddove già il giudice di legittimità, accogliendo il ricorso del Pubblico Ministero, aveva ritenuto assoggettato alla disciplina della responsabilità amministrativa degli enti un ospedale interregionale che operava in forma di società per azioni, pur partecipato al 51% da capitale pubblico, poiché si trattava di un ente che operava in forma societaria, e pertanto destinata all'esercizio di un'attività economica al fine di dividerne gli utili, secondo il disposto dell'art. 2247 c.c.

A prescindere dalla possibile destinazione degli utili eventualmente realizzati, a nulla rilevava, in senso contrario, che ci si trovasse in presenza di un ente che operava nel settore sanitario e, quindi, in un settore in cui “veniva in rilievo” il diritto costituzionalmente tutelato alla salute.

di Giuseppe Amato

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