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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La responsabilità delle banche ex d.lgs. 231/2001 per il delitto di riciclaggio: l'obbligo di formazione professionale e i connessi moduli organizzativi

Il d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231, recante attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché della direttiva 2006/70/CE, che ne reca misure di esecuzione, ha introdotto nel d.lgs. 231/2001, l'art. 25-octies, che contempla la responsabilità amministrativa degli enti anche per le fattispecie di ricettazione - art. 648 c.p. - riciclaggio - art. 648-bis c.p. 8 – e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita - art. 648-ter c.p.9. Il decreto del 2007, inoltre, prevede anche particolari obblighi e precetti in capo all'OdV, tra i quali il compito di comunicare senza ritardo qualsiasi fatto che possa costituire violazione.

Mutuando la Relazione di accompagnamento alle Linee di ABI, può evidenziarsi che l'operatore bancario può rispondere del reato di riciclaggio soltanto nell'ipotesi in cui abbia la consapevolezza della provenienza delittuosa dei beni oggetto dell'operazione di trasferimento o comunque di immissione nel circuito economico. La banca deve effettuare una mappatura delle attività o funzioni aziendali nell'ambito delle quali possono essere commessi i reati di cui al decreto, al fine di commisurare i presidi da adottare in relazione all'esistenza di rischi concreti. L'idoneità del Modello Organizzativo va valutata ex ante, verificando che l'ente abbia fatto il possibile per evitare che un reato della specie di quello realizzato potesse essere commesso. Una visione realistica ed economica dell'azienda richiede che nella valutazione si tenga conto delle dimensioni, dell'organizzazione, della natura dell'attività svolta e della stessa storia dell'ente (ad esempio, rapporti con le PP.AA. per il rilascio di autorizzazioni, licenze, concessioni, appalti; rapporti tributari; rapporti con i fornitori e con i consulenti; funzioni che gestiscono le risorse finanziarie, specie se pubbliche; tenuta della contabilità, ecc.).

La formazione del personale rappresenta un elemento essenziale ai fini della costruzione del sistema preventivo degli illeciti nel contesto dell'impresa: essa è espressamente prevista dall'art. 54 d.lgs. 231/2007 e per la sua omissione è disposta anche una specifica sanzione, ex art. 56. la banca deve dunque predisporre uno specifico ed adeguato programma di formazione di tutto il personale, differenziato e graduato in relazione alle mansioni concretamente esercitate, nonché all'eventuale appartenenza a funzioni nell'ambito delle quali vengono svolte attività considerate a rischio, assicurando l'effettiva partecipazione a tali iniziative, sì da rendere detti programmi effettivi.

di Giovanni Tartaglia Polcini

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