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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La gestione degli obblighi derivanti dalla normativa market abuse nel Modello 231/2001

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale in data 27 aprile 2005, sono stati introdotti due principali obblighi fondamentali per le società, quali (i)l'istituzione del registro delle persone che hanno accesso alle informazioni privilegiate e (ii) la segnalazione delle operazioni sospette da parte degli intermediari che svolgono il servizio di negoziazione e ricezione degli ordini. È stata inoltre modificata la disciplina delle comunicazioni al pubblico e dell'informazione societaria continua, ex artt. 114 ss. TUF. Tale normativa disciplina definizioni quali quelle di informazioni riservate e di insider trading che sono state introdotte direttamente nel Testo Unico della Finanza (TUF). Più precisamente, l'art. 184 TUF disciplina il reato di insider trading ovvero abuso di informazioni privilegiate, fattispecie che si configura quando “chiunque”, ma nei fatti un “insider primario”, nella finalità di informazioni privilegiate a motivo della propria qualità di appartenente all'organo di amministrazione, direzione o controllo dell'emittente, acquisti, venda o compia operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o di terzi su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime; comunichi tali informazioni ad altri al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell'ufficio; raccomandi o induca altri, sulla base di tali informazioni, al compimento di talune delle operazioni sopra indicate. Per quanto concerne il concetto di “manipolazione di mercato” il legislatore specifica ex art. 185 TUF che si configura con la diffusione da parte di “chiunque” di notizie false o con la realizzazione di operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari.

La responsabilità delle direzioni e delle funzioni aziendali resta pertanto quella di andare ad individuare la presenza di informazioni potenzialmente privilegiate e successivamente andare ad attivare tutte le misure di sicurezza idonee ad assicurare la segretezza e la segregazione di tali informazioni, limitandone la circolazione ai soli soggetti che hanno necessità di conoscerle per l'espletamento della loro funzione/ incarico. Le “responsabilità” del controllo interno aziendale, come nello svolgimento delle attività della funzione compliance, non saranno quelle della responsabilità del mancato rispetto delle norme o nell'assunzione di rischi di reputazione ma proprio nell'aver implementato e regolarmente effettuato i controlli interni di processo in modo efficace.

di Fabio Bianchi

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