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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

OdV: obbligo di riservatezza e di tutela dei dati personali, segreto aziendale/professionale

La protezione dei dati personali rappresenta nel nostro ordinamento un diritto fondamentale che ha trovato definitivo riconoscimento con l'entrata in vigore, nel 1997, della legge 675/1996. Anche nel Modello 231 sono solitamente presenti riferimenti generali o analitici (nelle “Parti Speciali” soprattutto con riferimento a quelle riferibili alla prevenzione dei cd. “rischi informatici”) alla vigente normativa in materia di protezione dei dati personali (il “Codice” approvato con d.lgs. 196/2003, successive modifiche e integrazioni) e richiami specifici agli obblighi di riservatezza e di segreto aziendale/professionale per i membri dell'Organismo di Vigilanza.

Il compito di tutelare i dati personali da trattamenti illeciti e di vigilare affinché chi ha il dovere di tutelarli lo faccia in modo adeguato, coinvolge anche i professionisti e i dipendenti che compongono l'OdV che, per il loro ruolo, si trovano coinvolti in una serie di relazioni e di attività di raccolta e scambio di informazioni. L'Organismo e tutti i soggetti che ne fanno parte devono, dal momento dell'assunzione della carica, osservare il dovere di riservatezza e rispettare i principi che lo governano rispetto a qualsiasi informazione acquisita nello svolgimento dei compiti istituzionali. In genere, per l'inosservanza dei suddetti obblighi si prevede la revoca o la decadenza automatica dalla carica di membro dell'Organismo.

I membri esterni che compongono l'OdV possono essere liberi professionisti iscritti ad appositi albi e tenuti ad osservare, in quanto tali, la normativa generale in materia di protezione dei dati personali ma anche i principi di deontologia professionale, di riservatezza e il segreto professionale elaborati da associazioni/ ordini professionali di appartenenza.

Nella diversa ipotesi di membro dell'OdV che sia dipendente della società/ente, subentrano in primis gli obblighi propri del rapporto tra lavoratore e datore di lavoro, tra cui il dovere di fedeltà del lavoratore che implica, oltre al divieto di concorrenza, l'obbligo di non divulgare notizie riguardanti l'organizzazione e i metodi di produzione o di farne uso in modo pregiudizievole per l'impresa (art. 2105 c.c.). Tale obbligo è inteso a proteggere, secondo la giurisprudenza, qualsiasi dato influente sull'attività concorrenziale del datore di lavoro, sia di carattere tecnico, amministrativo o commerciale.

di Patrizia Ghini

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