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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L'onere della prova nella responsabilità ex d.lgs. 231/2001, alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n.27735 del 16.7.2010

Il carattere peculiare dell'onere della prova nella responsabilità ex d.lgs. 231/2001 deriva dalla distinzione operata in ordine all'autore del reato: se si tratta di un soggetto apicale si assiste ad un'evidente inversione dell'onere della prova che, invece, assume una portata minore qualora ricorra il caso di un soggetto sottoposto all'altrui direzione. Infatti, l'art. 6 d.lgs. 231/2001, in caso di commissione di un reato-presupposto da parte di un soggetto in posizione apicale, impone alla difesa di provare che (i) l'ente ha adottato ed efficacemente attuato un Modello di Organizzazione idoneo a prevenire la consumazione di reati della specie di quello verificatosi e (ii) ha istituito un Organismo di Vigilanza dotato di poteri autonomi, (iii) che quest'ultimo ha adeguatamente svolto le sue funzioni e che (iv)il reo ha fraudolentemente eluso il Modello Organizzativo. In relazione alla prova della mancanza di lacune nelle verifiche dell'Organismo di Vigilanza, assume rilevo la documentazione attestante la relativa attività. Per quanto riguarda invece la prova dell'elusione fraudolenta, pare corretto ritenere che consista nella dimostrazione della “volontarietà” e “intenzionalità” dell'aggiramento delle procedure aziendali.

L'art. 7 d.lgs. 231/2001, invece, con riferimento al caso di consumazione di un illecito presupposto della responsabilità dell'ente da parte di un soggetto sottoposto all'altrui direzione, richiede alla difesa solo di dimostrare che l'ente ha adottato e attuato un Modello Organizzativo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. L'ente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dall'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza”,. Pertanto, il Pubblico Ministero ha l'onere di provare l'omessa direzione o vigilanza e il collegamento fra questa e il reato commesso.

di Marcello Malavasi

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