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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Proposta di legge n. 3640: modifiche al d.lgs. 231/2001 incluse ed escluse

Come noto il sistema attualmente previsto dal Decreto prevede un onere probatorio differente a seconda che il reato sia stato commesso da un cd. “soggetto apicale” ovvero da un “sottoposto”. In caso di reato commesso dagli apicali, infatti, l'onere della prova, che solitamente spetta alla pubblica accusa nella figura del P.M., viene addossato alla società imputata che, per poter ottenere l'esonero dalla responsabilità, dovrà dimostrare la sussistenza di tutti gli elementi previsti dall'art. 6, comma 1, ma anche del comma 2. La proposta di legge N. 3640 (c.d. Della Vedova), riporta invece il sistema in linea con la regola propria del processo penale. Il PM, pertanto, per dimostrare la colpevolezza dell'ente, non dovrà provare la concomitanza di tutti gli elementi previsti dal nuovo art. 6, ma gli basterà dimostrare anche solo l'assenza di uno di questi, quali, ad esempio, la mancata attuazione o l'inidoneità del Modello o anche solo l'omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'OdV.

La seconda novità introdotta con il disegno di legge in esame è costituita dalla nuova disposizione che riguarda l'Organismo di Vigilanza negli enti cd. di “interesse pubblico” di cui all'art. 16 d.lgs. 39/2010. La nuova disposizione prevede che l'OdV: i) dev'essere nominato dall'assemblea dei soci a maggioranza semplice; ii) dev'essere di natura collegiale; iii)almeno un membro dev'essere scelto tra soggetti esterni all'ente e dotati delle stesse caratteristiche di indipendenza di cui all'art. 2399 c.c.

La disposizione che desta maggiore scalpore è tuttavia l'abolizione delle sanzioni interdittive in via cautelare durante la fase delle indagini preliminari e del processo di primo grado.

Altra proposta di riforma è quella presentata dall'AREL, che appare simile a quella in esame per quanto riguarda l'inversione dell'onere della prova e della non applicazione delle misure cautelari dell'art. 9, comma 2, ma si differenzia per la previsione di una forma di certificazione dei Modelli. Tale certificazione introduce una sorta di “presunzione di conformità” del Modello che non preclude l'esame nel concreto da parte del giudice, il quale sarà in ogni caso tenuto a valutare la corrispondenza del Modello concretamente attuato con quello certificato e la validità del sistema organizzativo e di controllo.

di Michele Pansarella

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