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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Responsabilità degli enti e concordato preventivo

La riforma del diritto fallimentare ha previsto e disciplinato alcune fattispecie di soluzione concordata della crisi d'impresa, secondo un criterio di gradualità che va - sotto il profilo degli effetti dell'accordo - dalla mera esenzione dalla revocatoria fallimentare all'omologazione giudiziale di un accordo vincolante anche per i creditori dissenzienti. Alla luce delle modifiche legislative attuate con il d.l. 35/2005, l'istituto del concordato preventivo ha assunto una funzione di salvaguardia della continuazione dell'attività dell'impresa. Tra le novità relative al concordato, spiccano l'eliminazione del requisito della meritevolezza dell'imprenditore (tale innovazione sarà rilevantissima con riferimento ai procedimenti ex art. 173 L.F.). e l'attribuzione alla libera determinazione del debitore della formulazione del piano concordatario (senza più schemi legislativi prefissati). Il concordato preventivo diventa dunque una sorta di “contratto” tra debitore e creditori con conseguente applicazione dei principi civilistici dettati nella materia delle obbligazioni da contratto, richiamati anche dall'art. 186 L.F. pertanto, l'unica garanzia per i creditori in ordine alla serietà della proposta di concordato preventivo sarà rappresentata dalla relazione del professionista che accompagna la medesima e che certifica la fattibilità del piano e la veridicità dei dati aziendali.

Con riferimento alle tematiche di cui al d.lgs. 231/2001, si pongono tuttavia non pochi problemi quando la società che propone il concordato preventivo sia sottoposta anche a procedimento penale perché le viene contestata una delle fattispecie previste dal catalogo dello stesso d.lgs. 231. In tale ipotesi il tribunale fallimentare dovrà verificare - in caso di esposizione della società alla responsabilità patrimoniale per le sanzioni pecuniarie di cui all'art. 25, comma 3, d.lgs. 231/2001, se tali somme siano state previste nel piano concordatario redatto dal debitore ed anche su tale aspetto dovrà pronunciarsi il professionista incaricato ex art. 161 l.f. nella relazione sulla fattibilità del piano.

di Giuseppe Bersani

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